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Da Caltanissetta al Pride di Agrigento, la provocazione di Giuseppe Vitale “Diva”: «Da Drag Queen per dire: io esisto»

Redazione

Da Caltanissetta al Pride di Agrigento, la provocazione di Giuseppe Vitale “Diva”: «Da Drag Queen per dire: io esisto»

Il conosciuto parrucchiere nisseno ha partecipato per la prima volta al Pride vestito da Drag Queen. Una scelta volutamente provocatoria per rivendicare la libertà di essere se stessi: «La mia libertà non toglie nulla alla tua»
Lun, 31/08/2026 - 02:56

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CALTANISSETTA – Una parrucca, il trucco, un abito da Drag Queen e, dietro quell’immagine volutamente appariscente, un messaggio che Giuseppe Vitale, in arte “Diva”, ha voluto affidare alla sua pagina Facebook: «Io esisto».
Il conosciuto parrucchiere nisseno ha scelto di partecipare al primo Pride di Agrigento, che sabato 29 agosto ha portato centinaia di persone per le strade del centro cittadino, in una veste per lui assolutamente inedita. Non soltanto una partecipazione alla manifestazione, dunque, ma una provocazione studiata e dichiarata, attraverso la quale Vitale ha voluto porre l’attenzione sulla libertà di ciascuno di scegliere come mostrarsi, come vestirsi e, soprattutto, come vivere la propria identità.
Per Giuseppe Vitale era infatti la prima volta nei panni di una Drag Queen. Una scelta che, come lui stesso precisa, non vuole creare alcuna sovrapposizione tra l’essere gay e l’essere una Drag Queen. Al contrario, proprio questa distinzione diventa uno degli elementi centrali della sua riflessione: ciò che rivendica è la possibilità di essere liberi di farlo senza paura, vergogna o condizionamenti.


Una provocazione nata anche dalle dichiarazioni ascoltate nei giorni precedenti sui temi dell’identità, dei ruoli e di ciò che viene considerato o meno “normale”. A quelle parole Diva ha deciso di rispondere a modo suo, scegliendo di «metterci la faccia».
«Oggi farò una cosa che, fino a qualche tempo fa, non avrei mai pensato di avere il coraggio di fare: andrò al Pride di Agrigento vestito da Drag Queen – ha scritto Giuseppe Vitale sulla sua pagina Facebook –. È la prima volta. E sì, lo ammetto, voglio fare scalpore».
Vitale spiega quindi le ragioni che lo hanno portato a questa decisione: «In questi giorni ho ascoltato dichiarazioni che parlano di identità, di ruoli, di cosa sarebbe “normale” e di cosa invece dovrebbe essere considerato fuori posto. Parole che mi hanno fatto riflettere su quanto, ancora oggi, ci sia chi pensa di poter stabilire come una persona debba vestirsi, comportarsi o semplicemente esistere».


Da qui la scelta di trasformare il proprio corpo e la propria immagine in un messaggio: «E allora ho deciso di rispondere nel modo che conosco: mettendoci la faccia. Oggi indosserò una parrucca, un trucco che normalmente non porterei e un abito che, per me, rappresenta qualcosa di molto più grande di una semplice provocazione estetica. Rappresenta la libertà di essere ciò che si vuole».
Un passaggio sul quale Diva vuole essere particolarmente chiaro: «Essere un ragazzo gay non significa necessariamente voler essere una Drag Queen. Ma essere un ragazzo gay significa anche sapere quanto possa essere importante avere la libertà di poterlo fare senza vergogna, senza paura e senza sentirsi dire che non è “adatto” a un uomo».
Non pretende, scrive ancora, che tutti condividano la sua scelta. La richiesta è un’altra: «Non chiedo a tutti di capire. Non chiedo nemmeno a tutti di condividere. Chiedo soltanto di non decidere al posto mio chi devo essere».


E anche l’eventuale reazione di chi può essersi sentito provocato o scandalizzato diventa parte del messaggio che Giuseppe Vitale ha voluto portare al Pride: «E se oggi qualcuno rimarrà scandalizzato vedendomi, pazienza. Forse è proprio questo il senso della provocazione: non obbligare gli altri ad accettarti, ma ricordare a tutti che nessuno dovrebbe avere il potere di impedirti di essere te stesso».
Poi la conclusione, nella quale emerge anche la componente più personale di una scelta affrontata, come racconta lo stesso Vitale, con paura ed emozione: «Oggi al Pride ci andrò così. Per la prima volta. Con un po’ di paura, tantissima emozione e, soprattutto, con la consapevolezza che dietro quella Drag Queen ci sarà semplicemente un ragazzo che vuole dire una cosa molto semplice: la mia libertà non toglie nulla alla tua. La tua opinione, invece, non può togliere nulla alla mia».


Ed è probabilmente proprio in queste ultime parole che si racchiude il significato della provocazione di “Diva”: utilizzare per un giorno un’immagine diversa da quella abituale per portare in strada una riflessione che va oltre un abito, una parrucca o il trucco. Una rivendicazione della libertà personale e del diritto di ciascuno di essere se stesso.

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