“In relazione alle notizie di stampa che hanno riportato di una conversazione privata attribuita al giornalista Sigfrido Ranucci, nella quale il giornalista, in un messaggio audio all’amica, avrebbe fatto riferimento ad Antonello Montante, alla vicenda giudiziaria che lo ha riguardato ea una sua presunta influenza su un istituto bancario, si ritiene opportuno svolgere una sola, doverosa osservazione. Quanto si e’ appreso solo ora, dimostra come certe avventate valutazioni, perche’ di questo si e’ trattato, ancorche’ formulato in un contesto che l’autore immaginava privatissimo, finiscano per proporre come acquisiti fatti e circostanze che, invece, erano falsi e che, infatti, sarebbero stati poi smentiti in sede processuale, con un processo per concorso in associazione mafiosa mai celebrato giacche’ la stessa Procura di Caltanissettain esito alle indagini ha richiesto al gip l’archiviazione, e con una sentenza che ha assolto Montante anche dal reato di associazione semplice”.
Lo dice l’avvocato catanese Antonio Fiumefreddo su mandato di Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia. Lo dice l’avvocato catanese Antonio Fiumefreddo su mandato di Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia. “In particolare – riferisce il legale – il riferimento a una presunta capacita’ di Antonello Montante di considerare le scelte di un istituto bancario riproduceva una rappresentazione radicalmente smentita gia’ in sede investigativa. Non si vuole, dunque, aprire alcuna contrapposizione con Sigfrido Ranucci, ma semplicemente ricordare un principio che dovrebbe accomunare chiunque abbia un cuore una giustizia giusta. Nessuno dovrebbe rimanere esposto alla colonna infame sulla base di propalazioni che poi gli stessi magistrati hanno ritenuto infondate, a maggior ragione quando il destinatario riceveva le accuse proprio da quegli ambienti contro cui ha lottato, mandandone a centinaia in galera e incoraggiando, per la prima volta nella storia del nostro Paese, una pletora di imprenditori a denunciare le estorsioni ei tentativi di condizionamento dell’economia da parte della mafia”. “Faccia, invece, riflettere – continua l’avvocato fiumefreddo – come con “l’abbattimento” di Montante, dolosamente orchestrato da menti di massima intelligenza criminale, abbia posto cruentemente fine ad una rivoluzione civile, ottenendo che nessuno andasse più’ a denunciare i mafiosi, come hanno attestato anche in recentissime dichiarazioni autorevolissimi magistrati”. il diritto al contraddittorio; per non parlare delle condizioni di salute in cui versava Montante, talmente gravi da rendere incapace di partecipare alla celebrazione del processo di primo grado, annientato com’era nel corpo e nella mente. Nessuno, come Montante, quindi, comprende quale devastante stato d’animo viva chi viene sottoposto alla tortura della menzogna, contro la quale la verita’ chiede il suo tempo. Ed e’ per questo che Montante, dopo l’assoluzione, dopo le innumerevoli archiviazioni, dopo gli annullamenti della Suprema Corte di Cassazione, intende oggi, per cio’ che residua, rivolgersi ancora alla magistratura, confermandogli la sua fiducia”

