La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha richiesto l’applicazione delle misure cautelari custodiali per gli indagati. Notificati dalla squadra mobile e dallo S.C.O. gli inviti a comparire per rendere interrogatorio. L’inchiesta riguarda un pluralità di condotte che attengono la gestione del CEFPAS. Di seguito il comunicato.
Premesso che, come è noto, è un preciso dovere di questo Procuratore, previsto dalla legge, assicurare la corretta informazione in materie particolarmente delicate che coinvolgono persone delle Istituzioni, si deve qui sottolineare, innanzitutto, il principio della presunzione di innocenza che, allo stato, si deve applicare nella sua massima estensione in quanto il procedimento di cui si riferisce è allo stato delle indagini preliminari, all’esito delle quali è stata avanzata, nei confronti degli indagati, richiesta di applicazione di misure cautelari custodiali al G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta. Tanto premesso in fatto e in diritto in materia di diritti fondamentali, appare necessario indicare nominativamente ciascun indagato per evitare erronee interpretazioni dei mass-media e dell’opinione pubblica circa l’identità degli stessi con l’eventuale coinvolgimento mediatico e/o da parte dell’opinione pubblica, anche a livello di mero sospetto, di persone estranee alle vicende in esame. Personale della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Caltanissetta e dello S.C.O. di Roma, con la collaborazione delle Squadre Mobili di Palermo e Agrigento, ha avuto la delega per notificare in data 04.06.2026 l’invito a comparire per rendere interrogatorio emesso dal G.I.P. di Caltanissetta, a seguito della richiesta di applicazione di misure cautelari custodiali avanzata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta, gruppo reati contro la P.A., nei confronti di Riccardo Gallo Afflitto, Deputato dell’A.R.S., di Roberto Sanfilippo, direttore del CEFPAS pro tempore, di Capodieci Giuseppe, Dirigente Generale dall’Asp di Agrigento, di Pontillo Gioacchino e Zoda Maria Luisa, funzionari in servizio al CEFPAS, di Giambelluca Salvatore Enrico, medico in quiescenza, di Tirone Pietro, legale rappresentante della SICE s.r.l., e di Raitano Vincenzo, funzionario regionale in quiescenza. Le indagini sono state avviate nel giugno del 2023 e la richiesta di applicazione di misure cautelari personali è stata depositata presso l’Ufficio Gip di Caltanissetta in data 27.03.2026. Gli addebiti provvisori sui quali, si ribadisce, il G.I.P. dovrà decidere l’eventuale applicazione di misura cautelare, riguardano un pluralità di condotte che attengono la gestione del CEFPAS (Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario), Ente Strumentale della Regione Sicilia, con sede a Caltanissetta. Secondo l’incolpazione provvisoria, Sanfilippo Roberto, in qualità di Direttore del CEFPAS, avrebbe posto in essere una corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, asservendo le funzioni e i poteri connessi al suo ruolo dirigenziale agli interessi e comunque alle indicazioni del deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto. Tra gli atti posti in essere dall’ex Direttore nell’interesse del deputato regionale rientrerebbero l’assegnazione dell’incarico dirigenziale per esperto amministrativo giuridico a Gioacchino Pontillo, uomo di fiducia dell’esponente politico, secondo criteri di selezione concordati con lo stesso Pontillo; l’assegnazione, alla moglie di Gallo Afflitto, su richiesta di quest’ultimo, di quattro incarichi di consulenza e la sottoscrizione di un contratto a tempo pieno e determinato al CEFPAS; la sottoscrizione, su richiesta di Gallo Afflitto, di un Accordo Quadro fra il CEFPAS e l’ASP di Agrigento che prevedeva la possibilità di avviare procedure di distacco del personale fra i due Enti, in modo che la moglie del deputato regionale potesse lavorare ad Agrigento; l’affidamento dell’appalto per la realizzazione di una biblioteca digitale a un operatore economico privo di competenze in materia, fratello di un alto prelato, della cui influenza sull’elettorato cattolico l’esponente politico intendeva avvalersi; aver indotto Tirone Pietro, rappresentante legale della SICE s.r.l., aggiudicataria dell’appalto per i “lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio del C.E.F.P.A.S. per il periodo 2023-2027, a mettersi a completa disposizione di GALLO AFFLITTO; l’assegnazione di vari incarichi al CEFPAS a soggetti indicati da Gallo Afflitto, al fine di soddisfare interessi personali o economici di quest’ultimo.Di contro, Riccardo Gallo Afflitto e Pontillo Gioacchino, Dirigente che svolge l’incarico di esperto giuridico-amministrativo al CEFPAS, in concorso tra loro, avrebbero assicurato a Sanfilippo Roberto la nomina a Direttore del CEFPAS dal 31.03.2023 e per i successivi tre anni, nonché il mantenimento di tale carica sin quando si fosse attenuto alle direttive impartite dal Gallo Afflitto. L’incolpazione provvisoria di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio viene contestata anche a Capodieci Giuseppe, Dirigente Generale dell’A.S.P. di Agrigento, il quale avrebbe sottoscritto, su richiesta di Gallo Afflitto, un Accordo Quadro fra il C.E.F.P.A.S. e l’A.S.P. di Agrigento, in modo che la moglie del deputato regionale potesse lavorare ad Agrigento. In cambio, CAPODIECI avrebbe ricevuto il sostegno dell’onorevole, sia ai fini della sua nomina a Direttore Generale dell’ente, sia ai fini del mantenimento del suo ruolo.La condotta di corruttore risulta contestata a TIRONE Pietro, legale rappresentante della SICE s.r.l., aggiudicataria dell’appalto per i “lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio edilizio del C.E.F.P.A.S. per il periodo 2023 – 2027, il quale avrebbe promesso a Gallo Afflitto Riccardo la messa a disposizione della sua azienda, in cambio di favoritismi per l’esecuzione dell’appalto.Per aver compiuto un atto contrario ai doveri d’ufficio risulta indagato, inoltre, RAITANO Vincenzo, in quanto, quale componente della “Commissione di Valutazione per l’assegnazione dell’Incarico di Esperto Giuridico-Amministrativo del CEFPAS”, avrebbe favorito Pontillo Gioacchino, accettando la promessa di futuri incarichi.L’addebito provvisorio per il reato di falso ideologico viene infine contestato a Zoda Luisa e Giambelluca Salvatore Enrico, perché, nella qualità di componenti della “Commissione di Valutazione” per la realizzazione della biblioteca virtuale c.d. “BI.VI.S”, avrebbero attestato falsamente che l’elaborato contenente il progetto fosse stato effettivamente proposto dall’operatore economico che si è aggiudicato la gara, vale a dire REINA Domenico.Contestualmente alla notifica dell’atto suindicato, la Procura della Repubblica di Caltanissetta ha delegato personale della Polizia di Stato a compiere alcune perquisizioni, fra le quali quella presso l’ufficio del suindicato deputato, con esclusione delle strutture del partito di appartenenza.Nel presente procedimento non sono indagati altri appartenenti all’A.R.S. né parlamentari nazionali.

