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Caltanissetta, 6 anni fa ucciso pakistano Adnan Siddique. “Fenomeno diffuso, “Molti lavoratori continuano a subire in silenzio”

Redazione

Caltanissetta, 6 anni fa ucciso pakistano Adnan Siddique. “Fenomeno diffuso, “Molti lavoratori continuano a subire in silenzio”

Mer, 03/06/2026 - 14:52

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Sono passati sei anni dall’omicidio di Adnan Siddique e il caporalato, anche nelle sue forme piu’ violente, “e’ vivo e lo dimostra cio’ che e’ successo ad Amendolara, nel Cosentino, dove quattro braccianti sono stati bruciati vivi”, dice ad AGI Filippo Maritato, presidente del Movi Caltanissetta. Adnan Aveva 32 anni quando venne accoltellato nel suo appartamento, il 3 giugno del 2020, in via San Cataldo, nel cuore del centro storico di Caltanissetta. Pakistano di Lahore, con coraggio, denuncio’ una vera e propria organizzazione criminale finalizzata al caporalato composta da pakistani e italiani. Oggi a Caltanissetta, proprio davanti all’abitazione in cui Adnan viveva e venne assassinato, si e’ svolta una cerimonia commemorativa, un momento per rinnovare il ricordo del sacrificio del giovane. “Molti lavoratori continuano a subire in silenzio, hanno paura di perdere quel poco che hanno”, aggiunge il rappresentante del Movimento del colontariato italiano: “Ci vorrebbero piu’ controlli, piu’ ispettori ma non solo nel settore agricolo, ma in tutti i comparti produttivi. In questo modo potremmo frenare il fenomeno”.

La cerimonia e’ organizzata ogni anno dal Movi e dal Comitato “Giustizia per Adnan” che promuovono questo momento di raccoglimento spirituale e di cordoglio, ma anche di fratellanza, di preghiera interreligiosa – musulmana e cattolica – non solo per ricordare l’assassinio di Adnan, ma anche per promuovere la sensibilizzazione della collettivita’ sul contrasto al fenomeno del caporalato, la violenza e la sopraffazione criminale. “A Caltanissetta abbiamo sollecitato le istituzioni a potenziare i controlli, che purtroppo restano ancora insufficienti ha evidenziato Maritato ogni giorno circa 400 braccianti, in prevalenza pakistani ma anche tunisini, marocchini e rumeni, partono dalla citta’ per andare a lavorare nelle campagne circostanti, in un contesto urbano che conta ben 12 etnie. Il Movi si e’ costituito parte civile nel processo per l’omicidio di Adnan Siddique, ottenendo la condanna dei colpevoli. Inoltre, “le nostre continue pressioni sulle autorita’ per indagare sul fenomeno hanno gia’ portato alla denuncia di due aziende per sfruttamento del lavoro. Anche in questi processi, ci siamo costituiti parte civile. A Caltanissetta, registriamo delle denunce da parte di alcuni braccianti agricoli sfruttati e malpagati, grazie al lavoro che stiamo portando avanti con le istituzioni ma il fenomeno resta diffuso. Per combattere il caporalato e’ fondamentale che ognuno faccia la propria parte”.

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