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Stragi di Capaci e Via D’Amelio, San Cataldo rinnova l’impegno per la legalità: un appello alla responsabilità quotidiana per contrastare ogni forma di prepotenza

Redazione 3

Stragi di Capaci e Via D’Amelio, San Cataldo rinnova l’impegno per la legalità: un appello alla responsabilità quotidiana per contrastare ogni forma di prepotenza

Sab, 23/05/2026 - 08:29

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La commemorazione non è rimasta un semplice atto di memoria, ma è diventata l’occasione per rinnovare un impegno concreto verso la società. È con questo spirito che la Città di San Cataldo ha ricordato le stragi di Capaci e Via D’Amelio. L’evento non si è limitato alla solennità del corteo lungo Corso Sicilia, da Piazza Papa Giovanni XXIII a Piazza “Falcone e Borsellino”, ma si è configurato come un momento di riflessione civile. In questo spazio, istituzioni, associazioni e giovani hanno riaffermato insieme che la legalità non è un traguardo raggiunto, ma un esercizio costante di onestà e coraggio, la cui responsabilità ricade oggi, più che mai, sulla coscienza di ognuno. Il filo conduttore degli interventi è stato chiaro: la lotta alla mafia non si combatte solo attraverso gesti eclatanti, ma nella quotidianità di ogni giorno. Il sindaco Gioacchino Comparato ha lanciato un appello ai giovani, invitandoli a farsi carico degli ideali di giustizia e libertà dei grandi eroi, ricordando che la legalità va coltivata soprattutto nelle “piccole cose”, anche quando sembra la strada più difficile. Secondo il sindaco, l’illegalità inizia proprio dai piccoli segnali di prepotenza: è in quei momenti che non ci si deve voltare dall’altra parte, perché il silenzio è ciò che permette a fenomeni criminali più grandi di svilupparsi>>. A dare forza a questa riflessione è stato l’intervento di Luigi Nocera, coordinatore delle Agende Rosse di San Cataldo, il movimento culturale nazionale creato da Salvatore Borsellino. Nocera ha sottolineato come non sia sufficiente ricordare le stragi: è necessario passare al momento dell’azione. La lotta contro i poteri deviati e il malaffare deve tradursi in un impegno quotidiano per affermare la legalità ovunque ci sia un’unione di persone, a partire dai contesti più semplici come la famiglia e il vicinato, trasformando così la memoria in una pratica di vita costante.Il messaggio di legalità è stato rafforzato dalle parole del Maresciallo della Tenenza dei Carabinieri di San Cataldo, Alex Corlianò, che ha indicato i giovani come il ‘motore principale’ per la costruzione di una nuova società. Il Maresciallo ha invitato i ragazzi a non sottovalutare alcun segnale di anomalia, mantenendo uno sguardo vigile e critico sul contesto che li circonda.La baby sindaca e i ragazzi del baby consiglio hanno poi dato voce a un coro di consapevolezza, citando l’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino — “Gli uomini passano, le idee restano” — e richiamando la necessità di un rifiuto collettivo del sistema mafioso: “Se la gioventù negherà il consenso anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. I ragazzi hanno ricordato che la mafia non è invincibile, essendo un fatto umano destinato a una fine, e hanno sottolineato come le vittime siano state “semi” di una nuova coscienza. Il loro appello si è concluso con un impegno preciso: “Oggi prendiamo un impegno semplice ma potente, riconoscere i segnali di sopruso, non voltare lo sguardo, parlare e agire. Costruiamo insieme una comunità dove la legge non sia solo un codice scritto ma una pratica quotidiana di rispetto reciproco. Solo così la memoria delle vittime diventerà seme di futuro e la parola legalità ritroverà il suo vero significato: vivere liberi dalla paura insieme”.A dare supporto istituzionale a questa visione è stata la vicepresidente del consiglio comunale, Cinzia Naro, che ha portando i saluti istituzionali del consiglio comunale e che ha definito i giovani come “la coscienza del presente e del futuro”, invitandoli all’onestà costante per correggere quei primi atteggiamenti di prevaricazione che possono degenerare in culture criminali.L’evento è stato coordinato dall’assessora alla Cultura e all’Istruzione, Marianna Guttilla che ha introdotto i vari relatori.La presenza delle forze dell’ordine in uniforme, il coinvolgimento delle associazioni e delle società di mutuo soccorso hanno suggellato l’unità d’intenti tra società civile e istituzioni.L’evento si è concluso con l’invito del sindaco a osservare un minuto di silenzio in onore di tutte le vittime della mafia e con la deposizione di un omaggio floreale al monumento Falcone e Borsellino nell’omonima piazza.

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