Una pillola orale assunta una volta a notte ha mostrato di ridurre significativamente le apnee ostruttive del sonno agendo direttamente sui meccanismi neuromuscolari che causano il collasso delle vie aeree durante il sonno. I risultati emergono dallo studio clinico di fase 3 SynAIRgy presentato all’ATS International Conference 2026 da Patrick John Strollo dell’University of Pittsburgh Medical Center e pubblicato sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine.
Il farmaco sperimentale AD109 ha migliorato la respirazione notturna e ridotto la deprivazione di ossigeno in pazienti che non tolleravano o rifiutavano la terapia CPAP. L’apnea ostruttiva del sonno rappresenta una delle principali patologie respiratorie croniche legate al sonno ed e’ tradizionalmente trattata con la ventilazione a pressione positiva continua, la cosiddetta CPAP. Tuttavia molti pazienti non riescono a tollerare il dispositivo. AD109 combina due farmaci, aroxybutynin e atomoxetine, che agiscono sostenendo la muscolatura della gola e impedendo il cedimento delle vie respiratorie durante il sonno.
Lo studio ha coinvolto 646 adulti con apnea ostruttiva del sonno lieve, moderata o severa in 69 centri tra Stati Uniti e Canada per un periodo di sei mesi. I pazienti trattati con AD109 hanno registrato una riduzione di circa il 44 per cento dell’indice apnea-ipopnea, che misura il numero di interruzioni respiratorie per ora di sonno, rispetto al 18 per cento osservato nel gruppo placebo. I ricercatori hanno inoltre osservato una riduzione dell’indice di desaturazione dell’ossigeno e del cosiddetto hypoxic burden, il carico di ipossia associato alla malattia. Secondo gli autori, oltre il 40 per cento dei pazienti ha migliorato la categoria di gravita’ della patologia e il 18 per cento ha raggiunto un controllo completo della malattia.
“Questi risultati forniscono prove incoraggianti del fatto che intervenire sulla disfunzione neuromuscolare possa tradursi in benefici clinici significativi”, afferma Patrick John Strollo, specialista in medicina del sonno presso l’University of Pittsburgh Medical Center. Il miglioramento e’ stato osservato in maniera consistente in pazienti con differenti livelli di gravita’ e differenti caratteristiche corporee. Il profilo di sicurezza del trattamento e’ stato giudicato accettabile. Gli effetti collaterali piu’ frequenti includevano secchezza della bocca, nausea, insonnia e difficolta’ urinarie. Circa il 21 per cento dei partecipanti ha interrotto la terapia a causa degli effetti indesiderati. Secondo Strollo, la disponibilita’ di una terapia orale potrebbe ampliare in modo significativo le opzioni terapeutiche per i pazienti con apnea ostruttiva del sonno oggi non trattati. Il farmaco ha ricevuto dalla Food and Drug Administration statunitense la designazione Fast Track e l’azienda Apnimed ha gia’ presentato domanda di autorizzazione alla commercializzazione. La decisione della FDA potrebbe arrivare nel primo trimestre del 2027

