“Ho visto una borsa vicino al corpo straziato del giudice Borsellino. Ritengo che si trattasse della stessa borsa che era nelle mani di un carabiniere, al quale chiesi di consegnarmela poiche’ con le indagini procedeva la polizia. Il carabiniere mi consegno’ la borsa e venne sistemata nell’auto del funzionario di turno”.
E’ quanto ha affermato Giuseppe Lo Presti, nel ’92 in servizio alla mobile di Palermo, nell’ambito del processo per il depistaggio delle indagini sulla strage di via d’Amelio che vede imputati, davanti al tribunale di Caltanissetta, quattro poliziotti.
“La borsa era marrone scuro – ha aggiunto il teste – bruciacchiata ai bordi”. Rispondendo alle domande della pm Chiara Benfante, il teste ha anche sottolineato che le borse erano due: “Una era vicino al corpo del giudice e l’altra nel sedile posteriore dell’auto del funzionario di turno. Ho anche fatto un’annotazione di servizio”. Il processo riprendera’ il 30 giugno.

