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Giornata mondiale della diversità culturale, in Sicilia il Codacons lancia lo Sportello contro le barriere burocratiche

Redazione 3

Giornata mondiale della diversità culturale, in Sicilia il Codacons lancia lo Sportello contro le barriere burocratiche

Gio, 21/05/2026 - 11:19

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CATANIA/ In occasione della Giornata mondiale per la diversità culturale, il dialogo e lo sviluppo, che si celebra il 21 maggio, Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons, annuncia il lancio in Sicilia dello Sportello contro le barriere culturali e burocratiche, un punto di ascolto, orientamento e raccolta segnalazioni rivolto a cittadini, famiglie, studenti, lavoratori e consumatori che incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi pubblici e privati. Secondo quanto spiega il Codacons, lo Sportello raccoglierà segnalazioni su moduli incomprensibili, comunicazioni pubbliche poco chiare, procedure amministrative complesse, difficoltà linguistiche o culturali, problemi nell’accesso a sanità, scuola, Comuni, trasporti, servizi sociali, bollette, contratti, banche, assicurazioni, telefonia e piattaforme digitali. Secondo l’elaborazione Codacons su dati ISTAT pubblicati il 30 aprile 2026, relativi al Censimento permanente della popolazione in Sicilia – Anno 2024, nell’Isola gli stranieri censiti al 31 dicembre 2024 sono 206.753, pari al 4,3% della popolazione regionale, in aumento di 9.834 unità rispetto al 2023. La popolazione straniera residente in Sicilia proviene da 165 Paesi, prevalentemente da Romania, Tunisia e Marocco. Il quadro nazionale, diffuso da ISTAT il 31 marzo 2026, conferma la rilevanza del fenomeno. Al 1° gennaio 2026, la popolazione residente di cittadinanza straniera in Italia è pari a 5 milioni e 560mila unità, in aumento di 188mila persone rispetto all’anno precedente.Per il Codacons, questi numeri dimostrano che l’accessibilità culturale dei servizi non è un tema astratto, ma una questione concreta che riguarda Comuni, sanità, scuola, trasporti, contratti, bollette, banche, assicurazioni e pubbliche amministrazioni.L’associazione sottolinea inoltre che il problema della comprensibilità non riguarda soltanto i cittadini stranieri. Procedure complesse, linguaggio burocratico e comunicazioni poco chiare colpiscono anche anziani, famiglie fragili, persone con basso livello di alfabetizzazione digitale e consumatori che non dispongono degli strumenti necessari per orientarsi tra contratti, moduli e piattaforme online.Le segnalazioni raccolte – spiega ancora il Codacons – confluiranno in un Osservatorio permanente sull’accessibilità culturale dei servizi pubblici e dei consumatori, con l’obiettivo di individuare le criticità più ricorrenti, sollecitare amministrazioni, enti pubblici e soggetti privati e proporre misure concrete di semplificazione, trasparenza e tutela.Il Codacons comunica che i cittadini che incontrano difficoltà nella comprensione di moduli, contratti, bollette, procedure amministrative o comunicazioni poco chiare possono inviare segnalazioni e richieste di assistenza tramite email all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com o WhatsApp al numero 3715201706.”La diversità culturale non va celebrata solo con le parole, ma deve diventare scuola, sanità, Comuni, trasporti e uffici pubblici capaci di parlare davvero a tutti – afferma Tanasi – Troppi cittadini restano esclusi dai diritti perché non riescono a capire moduli, contratti, bollette, procedure e comunicazioni scritte in modo oscuro. Quando una persona non comprende ciò che firma, ciò che paga o ciò che deve fare per ottenere un servizio, non siamo davanti a un dettaglio burocratico, ma a un problema di democrazia e di tutela dei diritti”. “Con questo Sportello – sottolinea Tanasi – il Codacons vuole raccogliere casi concreti, dare orientamento ai cittadini e costruire un Osservatorio capace di far emergere le criticità più gravi. Chiediamo alle istituzioni e ai soggetti privati meno linguaggio incomprensibile, meno burocrazia inutile, più chiarezza, più ascolto e più diritti effettivi. La Giornata mondiale della diversità culturale deve diventare l’occasione per passare dagli slogan ai servizi concreti, perché una società è davvero inclusiva solo quando nessuno resta indietro davanti a un modulo, a uno sportello o a una procedura “.- conclude Tanasi

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