Dopo anni di contenzioso arriva la decisione del Tribunale amministrativo regionale: il ricorso del Comune di Serradifalco contro la realizzazione dell’impianto TMB con annessa discarica viene respinto. I giudici confermano la legittimità degli atti regionali e condannano l’ente al pagamento delle spese.
È una sentenza destinata a segnare un passaggio decisivo nella lunga vicenda legata all’impianto di trattamento meccanico-biologico con annessa discarica in contrada San Martino, nel territorio di Serradifalco. Il TAR Sicilia ha infatti respinto il ricorso presentato dal Comune, confermando la validità della proroga della valutazione di impatto ambientale e degli atti autorizzativi regionali.
Il contenzioso nasce dalla richiesta avanzata dall’amministrazione comunale nell’agosto 2024 di annullare in autotutela il provvedimento autorizzatorio unico regionale rilasciato nel 2019 per la realizzazione dell’impianto, ritenuto non più sostenibile alla luce di presunte criticità idrogeologiche e ambientali emerse nel tempo.
Di contro, la Regione Siciliana aveva proceduto alla proroga di 24 mesi del giudizio di compatibilità ambientale, accogliendo l’istanza della società proponente, la Caltanissetta TMB S.r.l., dando così continuità all’iter autorizzativo dell’opera.
Nel pronunciarsi nel merito, i giudici amministrativi hanno ritenuto infondate tutte le censure sollevate dal Comune. In particolare, è stato chiarito come l’istanza di revoca in autotutela non comporti alcun obbligo per l’amministrazione regionale di pronunciarsi in maniera espressa, trattandosi di un potere discrezionale e non coercibile dall’esterno.
Altro punto centrale della decisione riguarda le presunte variazioni del contesto ambientale. Sul tema, il TAR ha valorizzato l’esito della verificazione tecnica disposta nel corso del giudizio, dalla quale è emerso che non sussistono elementi tali da dimostrare mutamenti delle condizioni di stabilità dell’area rispetto a quelle già valutate nel 2019.
Le indagini tecniche, infatti, non hanno rilevato fenomeni di dissesto o criticità idrogeologiche all’interno dell’area interessata dal progetto, smentendo così le tesi sostenute dal Comune.
Di conseguenza, secondo il Tribunale, la proroga della VIA risulta legittima, così come l’operato dell’amministrazione regionale che ha esercitato un’ampia discrezionalità nella valutazione degli interessi pubblici e ambientali coinvolti.
La sentenza si chiude con il rigetto integrale del ricorso e con la condanna del Comune di Serradifalco al pagamento delle spese di giudizio, quantificate in 3.000 euro ciascuno in favore della Regione e della società controinteressata, oltre alle spese della verificazione tecnica.
Un verdetto che, di fatto, riapre la strada alla realizzazione dell’impianto TMB con discarica, ponendo fine a una delle vicende più controverse degli ultimi anni nel territorio nisseno.
TMB e discarica a Serradifalco, il TAR respinge il ricorso del Comune: via libera alla proroga dell’autorizzazione
Mar, 21/04/2026 - 08:56
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