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Rassegna Stampa. Università nell’ex Banca d’Italia. Costi e opportunità per “riportare” gli studenti in centro storico

Lino Lacagnina - La Sicilia

Rassegna Stampa. Università nell’ex Banca d’Italia. Costi e opportunità per “riportare” gli studenti in centro storico

Sab, 23/10/2021 - 16:36

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Un altro passo in avanti del Consorzio Universitario Nisseno per la… conquista dell’edificio di corso Umberto che per quasi mezzo secolo ha ospitato la Banca d’Italia e che nel novembre del 2015 ha chiuso i battenti.

Nulla di concreto, sia chiaro, perché quella di ieri pomeriggio è stata soltanto una visita compiuta dal presidente del Consorzio Walter Tesauro (accompagnato dal tecnico Vincenzo Lo Muto) e dal sindaco Roberto Gambino (con il vicesindaco Grazia Giammusso) allo scopo di valutare l’inizio di una trattativa e per verificare l’adattabilità degli oltre 3.000 metri quadrati alle esigenze dei corsi universitari che vi si vorrebbero collocare .

Ma è già importantissimo che il presidente del Consorzio stia portando avanti il “sogno” di acquisire i locali dell’ex Banca d’Italia per farli diventare quartiere generale della facoltà di Medicina che già dal prossimo anno – va ricordato – troverà collocazione in centro storico, nell’ex scuola “Capuana” di via Re d’Italia, dove verranno accolti circa 600 studenti.

A fare ieri pomeriggio gli onori di casa sono stati l’ing. Salvo Scivoli che lavora nella sede palermitana della Banca d’Italia, e l’arch. Andrea Milazzo che è responsabile del presidio tecnico conferitogli da Bankitalia per mantenere in buone condizioni l’edificio, preservandolo dall’usura del tempo. Tutto è finito con la visita, perché ad interloquire con gli eventuali potenziali acquirenti dovrà essere il Dipartimento Mobili e Appalti di Bankitalia. Quindi di strada per vedere realizzato il “sogno” ce n’è ancora tanta da percorrere, non tanto per l’acquisto dell’edificio (che è ora molto più accessibile rispetto a qualche anno fa, quando il prezzo di vendita era di 10 milioni di euro, mentre ora di parla – ma è da confermare – di 1 milione e mezzo) quanto e soprattutto per l’adattabilità della struttura alle esigenze del Consorzio Universitario (e non sarebbe spesa di poco conto). Una cosa è comunque certa: Bankitalia ha ormai deciso di cedere l’edificio che ha ospitato sino a novembre del 2015 sia gli uffici che gli appartamenti (nei piani alti) dei responsabili della sede nissena.

Anche perché, per quanto custodito e protetto possa essere pur con l’ausilio di telecamere (perché trattasi sempre di una banca, sebbene non più attiva), l’edificio non può restare totalmente preservato da eventuali incursioni vandaliche, come quella verificatasi la notte dello scorso ferragosto, quando alcuni extracomunitari (incuranti che le telecamere stavano riprendendo le loro mosse) hanno scavalcato il cancello di corso Umberto e si sono fermati nel cortile che sorge tra l’ex Banca d’Italia e l’edificio di Uncredit (ex Banco di Sicilia). In quell’angusto spazio venne acceso un falò e venne dato fuoco ad alcune suppellettili trovate fuori dall’edificio.

Tornando all’interesse che il Consorzio Universitario sta mostrando per l’edificio di corso Umberto, va aggiunto che è già molto importante che il consiglio di amministrazione (composto dal presidente Walter Tesauro e da Fiorella Falci in rappresentanza dei partner locali) e da Alberto Milazzo (delegato dell’Università di Palermo) stia portando avanti l’idea più volte manifestata di riportare in centro storico gli studenti dei corsi che si svolgono a Caltanissetta.

Idea questa pienamente condivisa e agevolata dal sindaco Roberto Gambino.

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