Salute

La crisi di governo a un passo, è l’ora della resa dei conti

Redazione

La crisi di governo a un passo, è l’ora della resa dei conti

Attesa nel pomeriggio la conferenza stampa decisiva di Renzi. La linea di Conte è che in caso di dimissioni dei ministri renziani sarà impossibile una nuova maggioranza con Italia Viva. Si potrebbe aprire la strada della conta in Parlamento alla ricerca di voti che sostengano l’esecutivo
Mer, 13/01/2021 - 16:31

Condividi su:

La crisi di governo a un passo, è l’ora della resa dei conti

Il Recovery plan passa nella notte in Consiglio dei ministri con l’astensione di Italia viva, ma i venti di crisi soffiano forte sul governo Conte. L’ora della verità è stata fissata da Matteo Renzi per le 17,30: l’ex premier ha convocato una conferenza stampa alla Camera assieme alle ministre di Iv, Teresa Bellanova e Elena Bonetti e ci si aspetta, salvo clamorose sorprese, il ritiro della delegazione di Iv dall’esecutivo.

“La crisi si è aperta quando con un colpo di mano si è tentato di inserire una norma sulla governance del Recovery mai condivisa“, dice Bellanova, ribadendo che l’impianto del Recovery plan resta per Iv “totalmente insufficiente” così come resta irrisolto il tema del Mes. “Le nostre decisioni saranno conseguenti e le preciseremo nella conferenza stampa”, aggiunge la ministra dell’Agricoltura.

La rottura dunque non è stata ancora formalizzata, ma il conto alla rovescia è iniziato e la crisi è a un passo. La linea di Conte, che convoca due Consigli dei ministri a strettissimo giro, uno in serata sulle misure per fronteggiare la pandemia (con la proroga dello stato di emergenza al 30 aprile) e l’altro domani che dovrà decidere dello scostamento di bilancio per i ristori, resta quella fatta trapelare ieri mattina da palazzo Chigi: in caso di crisi ‘sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con Iv’.

L’attesa dunque è per questo pomeriggio: se le ministre renziane si dimetteranno, per il premier si potrebbe aprire la strada della conta in Parlamento alla ricerca di voti che sostengano l’esecutivo. “‘Se il presidente del Consiglio è convinto di avere i numeri va bene cosi’, si chiama democrazia parlamentare e noi andremo all’opposizione – rilancia Renzi – non si andrà al voto, sarà un governo Conte-Mastella e noi saremo all’opposizione”, aggiunge.

Pd e M5s sotto traccia tentano ancora la strada di una crisi pilotata, un Conte ter che possa sbloccare l’impasse. Ma ancora nella tarda serata di ieri il fronte renziano restava fermo sulle sue posizioni: non ci sono segnali di una vera apertura da parte del presidente del Consiglio, si sostiene da Iv, e il premier sta insistendo sulla ricerca di responsabili che possano sostenere l’esecutivo. “Ieri sera abbiamo approvato il piano da 209 miliardi di euro del recovery plan con il quale avvieremo la ricostruzione. L’Italia deve ripartire. Servono serietà e responsabilità in questo momento storico. Tutti facciano un passo indietro per amore del Paese”, scrive su Facebook il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Intanto l’opposizione continua ad attaccare: per Matteo Salvini in caso di crisi lo scenario è quello di un voto anticipato o in alternativa un governo di centrodestra che avrebbe i numeri già oggi. E Giorgia Meloni lancia un appello agli alleati del centrodestra: “sostenete anche voi la mozione di sfiducia al governo proposta da Fratelli d’Italia – dice la leader di FdI – portiamola come iniziativa comune, e chiudiamo definitivamente questo circo”.