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Covid19: dalle Alpi alla Sicilia, sono 11 i comuni in zona rossa

Redazione

Covid19: dalle Alpi alla Sicilia, sono 11 i comuni in zona rossa

Sab, 17/10/2020 - 13:04

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Covid19: dalle Alpi alla Sicilia, sono 11 i comuni in zona rossa

L’epidemia di coronavirus non guarda in faccia a nessuno e non conosce confini tra Nord e Sud. Un assunto quanto mai vero se si guarda alla distribuzione geografica dei comuni in zona rossa: sono 11 in tutta Italia (questa mattina si sono aggiunti gli ultimi due) e curiosamente sono situati sulle Alpi (Valle d’Aosta e Alto Adige) o nel Mezzogiorno (Campania, Calabria e Sicilia), mentre nel resto del Nord e in tutto il Centro, pur fra tanti allarmi e restrizioni non vi sono per ora veri e propri lockdown. Andando in ordine, in Valle d’Aosta sono tre i comuni isolati: si tratta dei centri confinanti di Saint Denis, Verrayes e Chambave, per un totale di 2500 abitanti. La misura e’ scattata alla mezzanotte del 15 ottobre e impedisce l’allontanamento dal territorio; sospese tutte le attivita’ a parte i servizi essenziali, le uscite sono limitate a una volta al giorno e a una persona per nucleo familiare. L’indice Rt era salito sopra a 2, ora verra’ effettuato un tampone a tutti. Sempre al Nord, l’Alto Adige ha disposto l’istituzione della zona rossa a Sesto e Monguelfo, due comuni confinanti della Val Pusteria, con 4700 abitanti in totale, a partire dal 16 ottobre. Meno rigide le limitazioni: verranno chiusi tutti i bar, mentre i ristoranti potranno rimanere aperti solamente fino alle ore 18. Fanno eccezione, per quanto riguarda l’orario serale, soltanto i ristoranti degli alberghi che devono fornire i pasti ai propri ospiti. Oltre a cio’, viene sospesa ogni manifestazione di qualsiasi tipo, dalle feste agli eventi sportivi e culturali, mentre le cerimonie civili e religiose come matrimoni, funerali o battesimi potranno avere luogo solamente in presenza di un ristretto numero di familiari per un massimo di 15 persone.

Scendendo lungo la penisola si arriva in Campania, dove i commissari prefettizi di Arzano hanno decretato il 15 ottobre il lockdown nella cittadina di 33mila abitanti alle porte di Napoli. La decisione ha suscitato le proteste di un gruppo di abitanti, la maggior parte commercianti, che hanno bloccato la circonvallazione. La contestazione verte sul fatto che ad Arzano sono stati chiusi tutti gli esercizi, a parte quelli con beni di prima necessita’, ma non e’ stato imposto il blocco degli spostamenti, cosi’ che i cittadini possono spostarsi nei paesi vicini per le compere. In Calabria la zona rossa riguarda due paesi, Sant’Eufemia di Aspromonte, 3900 abitanti in provincia di Reggio Calabria, e Torre di Ruggiero, 1000 abitanti nel Catanzarese. Il provvedimento, scattato ieri pomeriggio, e’ stato preso dal vice presidente della Regione, Nino Spirli’, uno dei suoi primi atti dopo la scomparsa della presidente Jole Santelli Le due ordinanze, in particolare, dispongono il divieto di allontanamento di tutte le persone residenti dai due Comuni, “riducendo drasticamente ogni possibilita’ di vicinanza fisica e limitando al massimo ogni spostamento”, e il divieto di accesso nei due centri; inoltre sono consentiti unicamente gli spostamenti ritenuti essenziali e sono sospese tutte le attivita’ commerciali, produttive, scolastiche, ad eccezione di quelle ritenute essenziali. Torre di Ruggiero era gia’ stata zona rossa a fine marzo. Infine, in Sicilia, al comune di Galati Mamertino, 2400 abitanti in provincia di Messina, dichiarato zona rossa lo scorso 13 ottobre, si sono questa mattina aggiunti Sambuca di Sicilia (5700 abitanti in provincia di Agrigento) e Mezzojuso, 2800 abitanti nella citta’ metropolitana di Palermo. La decisione in seguito ai focolai di infezione verificatisi. In particolare, fino al 24 ottobre per Mezzojuso e al 7 novembre per Sambuca, sara’ vietata la circolazione, a piedi o con qualsiasi mezzo all’interno del territorio comunale, fatta eccezione per indifferibili esigenze lavorative o situazioni di necessita’ e motivi di salute, ma anche per l’acquisto o il consumo di generi alimentari e l’acquisto di beni di prima necessita’, per una sola volta al giorno.