Salute

Caltanissetta, indagine su danni con cure dentali: altre denunce, si allarga l’inchiesta

Vincenzo Pane - La Sicilia

Caltanissetta, indagine su danni con cure dentali: altre denunce, si allarga l’inchiesta

Sab, 06/06/2020 - 09:51

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Caltanissetta, indagine su danni con cure dentali: altre denunce, si allarga l’inchiesta

Ci sono alcune nuove denunce di ex pazienti per presunti danni subiti dopo avere effettuato delle cure nel centro odontoiatrico di via Pacini, a Caltanissetta, finito al centro dell’inchiesta di carabinieri e guardia di finanza per le presunte prestazioni mediche non eseguibili, ma comunque effettuate. Un recente sviluppo nell’inchiesta – coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica e giunta al punto di svolta lo scorso mese di ottobre e che vede coinvolte quattro persone – è arrivato dopo le segnalazioni di altri pazienti che hanno raccontato agli investigatori di avere avuto dei problemi.

Adesso si cercherà con i nuovi accertamenti di approfondire quanto è stato segnalato dai cittadini. La Procura ha intanto nominato il consulente Giovanni D’Anna per degli accertamenti specifici con i quali la magistratura mira a verificare se ci sia un effettivo nesso tra i problemi segnalati dai cittadini che sono stati curati e gli interventi eseguiti dal personale dello studio medico.

Probabile che l’indagine possa venire chiusa non appena verranno completate tutte le verifiche; la difesa, da parte sua ha nominato il consulente di parte Vincenzo Augello. Al centro dell’inchiesta ci sono Gianluca Immordino, 43 anni (difeso dall’avvocato Michele Ambra), considerato il presunto falso dentista che avrebbe eseguito prestazioni mediche di varia natura senza avere i titoli per farlo, l’ex direttore sanitario della struttura sanitaria Marco Geraci, 37 anni (difeso dall’avvocato Boris Pastorello), l’igienista dentale Alberto Arena, 36 anni (difeso dall’avvocato Pietro Milano) e l’odontotecnico Salvatore Lomonaco, 64 anni (difeso dall’avvocato Davide Anzalone).

Gli indagati – che nel corso degli interrogatori si erano difesi respingendo le accuse di avere eseguito prestazioni senza avere i titoli necessari e di avere agito in base ai rispettivi ruoli e qualifiche – sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica, truffa e lesioni a causa dei problemi riscontrati dai pazienti dopo i trattamenti.