I finanzieri del Gruppo di Trapani e della Sezione Operativa Navale, coadiuvati dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Trapani, hanno arrestato tre cittadini extracomunitari, due per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, il terzo per aver fatto reingresso illegale nel territorio dello Stato a seguito di espulsione disposta quale pena alternativa alla detenzione. Nell’ambito delle attività di polizia del mare, il guardacoste G. 119 “Vitali” della Sezione Operativa Navale di Trapani, in servizio di pattugliamento nelle acque territoriali trapanesi, ha individuato un natante con a bordo quattro cittadini extracomunitari, due dei quali sprovvisti di documenti identificativi, che sostenevano di essere in navigazione per effettuare una battuta di pesca diportistica. A seguito delle anomalie riscontrate, fra le quali l’assenza di attrezzatura da pesca, l’abbigliamento dei soggetti, la distanza dalla costa raggiunta dal natante e il nervosismo palesato dagli stessi, i finanzieri hanno accompagnato i quattro extracomunitari negli uffici del Gruppo della Guardia di finanza di Trapani per procedere all’identificazione, a seguito della quale è emerso come due di loro fossero immigrati irregolari sprovvisti di titoli per soggiornare in territorio italiano. I finanzieri e i poliziotti della Questura hanno condotto ulteriori approfondimenti visionando le telecamere di videosorveglianza del porto di partenza del natante, dalle quali è emerso come in origine fossero solo due i membri dell’equipaggio: gli stessi erano usciti in navigazione presumibilmente proprio per far imbarcare al largo gli altri due connazionali irregolari e trasportarli sul territorio italiano, come confermato dalla tratta registrata dal Gps trovato a bordo del mezzo nautico.
I due soggetti indiziati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono stati portati nel carcere di Trapani, il terzo è stato liberato su disposizione della competente autorità giudiziaria e condotto al Cpr di Caltanissetta, mentre il quarto è stato invitato in Questura avendo manifestato l’intenzione di richiedere la protezione internazionale.

