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Sicilia, truffa alla Regione: sequestrati tre traghetti della Caronte e Tourist

Redazione

Sicilia, truffa alla Regione: sequestrati tre traghetti della Caronte e Tourist

Ven, 10/01/2020 - 09:19

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Sicilia, truffa alla Regione: sequestrati tre traghetti della Caronte e Tourist

I finanzieri del Nucleo di polizia economico – finanziaria di Palermo, in collaborazione con i colleghi di Messina, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura di Messina, hanno dato esecuzione al decreto di sequestro di tre traghetti della Caronte e Tourist isole minori spa e dell’amministratore della Navigazione Generale Italiana (Ngi) spa (incorporata nel 2017 dalla Caronte e Tourist isole minori spa). Si tratta delle navi ‘Pace’, ‘Caronte’ e ‘Ulisse’, attualmente impiegate nei collegamenti La Maddalena/Palau, Trapani/Isole Egadi e Palermo/Ustica. Sequestrate anche somme di denaro, beni mobili ed immobili e quote societarie, per oltre 3,5 milioni di euro.

Nel dettaglio, i finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo e di Messina, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura della Repubblica peloritana, hanno dato esecuzione al decreto emesso dal gip di Messina con il quale e’ stato disposto, nei confronti della Caronte & Tourist Isole minori spa e dell’amministratore di Ngi spa, Navigazione generale italiana (incorporata nel 2017 dalla Caronte & Tourist Isole minori), il sequestro preventivo delle navi-traghetto “Pace”, “Caronte” e “Ulisse”, attualmente impiegate nei collegamenti La Maddalena/Palau, Trapani/Isole Egadi e Palermo/Ustica, nonche’ di somme di denaro, beni mobili ed immobili e quote societarie, fino alla concorrenza di oltre 3,5 milioni di euro. Segnalati tre amministratori di Ngi e Caronte&Tourist. I reati ipotizzati sono quelli di truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsita’ ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione siciliana. La Caronte & Tourist Isole minori e’ stata segnalata per la sua responsabilita’ amministrativa. La Ngi si era aggiudicata nel 2015 il lotto II (Trapani-Isole Egadi) del bando di gara della Regione siciliana (assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilita’) per il servizio di collegamento marittimo per cinque anni tra la Sicilia e le sue isole minori. Il valore del lotto II era di circa 15,9 milioni di euro, con aggiudicazione, tramite significativo ribasso, a 5,3 milioni di euro. Per partecipare e aggiudicarsi la gara ciascuno dei concorrenti aveva individuato una nave-traghetto (la Ngi aveva designato la “Pace”) da dedicare esclusivamente alla tratta oggetto del singolo lotto, dotata di stringenti caratteristiche strutturali volte a consentire la navigazione in piena sicurezza anche alle persone a mobilita’ ridotta.

Gli approfondimenti investigativi svolti dal Nucleo Pef di Palermo hanno consentito di accertare che la nave “Pace” presenta gravi carenze tecniche e strutturali in ragione delle quali non e’ assolutamente possibile trasportare in sicurezza persone a mobilita’ ridotta. Tali difformita’ (rispetto a quanto previsto sia dalla normativa vigente che dal bando), accertate anche dai competenti organi tecnici nel corso delle periodiche attivita’ ispettive, non sono mai state sanate e, conseguentemente, non avrebbero consentito la partecipazione ne’, soprattutto, l’aggiudicazione della gara alla Ngi (ora Caronte & Tourist Isole minori). Le indagini hanno anche consentito di riscontrare l’avvenuto ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per la tratta Trapani/Isole Egadi, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante, ma, soprattutto, avvenute con ulteriori traghetti (“Caronte” e “Ulisse”) anch’essi carenti dei requisiti previsti per il trasporto delle persone a ridotta mobilita’. Ulteriori ispezioni delle navi con l’ausilio di ingegneri navali, nominati consulenti tecnici dall’autorita’ giudiziaria inquirente, hanno definitivamente confermato l’ipotesi investigativa circa l’assoluta inidoneita’ dei tre traghetti e sul conseguente concreto rischio (in caso di naufragio o incendio). La normativa nazionale vigente, in linea con quanto previsto dal diritto dell’Unione Europea in tema di aiuti di Stato, al fine di rendere economicamente conveniente l’esecuzione del fondamentale servizio di collegamento di linea, prevede cospicui contributi a beneficio degli aggiudicatari, sulla scorta di una stima del costo di gestione della tratta, al netto dei ricavi derivanti dalla vendita dei titoli di viaggio. L’ammontare delle contribuzioni pubbliche indebitamente percepite nel periodo 2016-2019, quantificato in oltre 3,5 milioni di euro, e’ stato oggetto di sequestro nei confronti della societa’ e degli indagati. I mezzi navali sequestrati sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal gip, mentre la societa’ armatrice e’ stata designata custode.