Salute

Acqua: Cgia, reti “colabrodo”, lo spreco costa 9,8 mld l’anno

Redazione

Acqua: Cgia, reti “colabrodo”, lo spreco costa 9,8 mld l’anno

Sab, 11/07/2026 - 16:42

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In Italia il 42% dell’acqua potabile si disperde, a causa di una rete di distribuzione «ormai palesemente inadeguata», con un costo stimato di 9,8 miliardi all’anno. E’ quanto rileva l’ufficio studi della Cgia, basandosi sui dati del 2022 (gli ultimi disponibili). In pratica, ogni giorno si perdono 157 litri d’acqua per ogni italiano, per un totale di 3,8 miliardi di metri cubi persi nel 2022. «La dispersione idrica è riconducibile a più fattori: alle rotture presenti nelle condotte, all’età avanzata degli impianti, ad aspetti amministrativi dovuti a errori di misurazione dei contatori e agli usi non autorizzati (allacci abusivi», spiega la Cgia.

Il Lazio è la regione con l’importo economico delle perdite più elevato, pari a 1,5 miliardi, seguito da Sicilia e Lombardia, entrambe con poco più di un miliardo. Ma la Regione «più sprecona» è la Basilicata con una dispersione d’acqua pari al 65,5% di quanto viene immesso in rete. Seguono l’Abruzzo (62,5%), il Molise (53,9%), la Sardegna (52,8%) e la Sicilia (51,6%). Per contro, la Lombardia (31,8%), la Valle d’Aosta (29,8%) e l’Emilia Romagna (29,7%) sono le aree più virtuose del Paese.

«La crisi idrica non risparmia nessuno: dopo l’agricoltura, l’allevamento e il turismo, a pagare il conto sono ora anche le micro e piccole imprese manifatturiere», sottolinea lo studio. A soffrire di più sono i settori ad alta intensità idrica: dall’estrattivo al tessile, dal petrolchimico al farmaceutico. Ma la lista coinvolge anche gomma, materie plastiche, vetro, ceramica e cemento, oltre alla filiera della carta e alla lavorazione dei prodotti in metallo.

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