“Pezzo di me…”, “bastardo”, “cornuto”, “… devi crepare”, “buffone incompetente”, “non capisci un ca…, vattene dimettiti”. Esplode su Facebook, nei forum e nelle pagine dedicate alla caccia, la rabbia delle doppiette contro l’assessore all’Agricoltura della Regione siciliana, Edy Bandiera. Una pioggia di insulti e attacchi alla vigilia della pre-apertura della caccia. Nei soli giorni 1, 4 e 5 settembre, infatti, è stata autorizzata un’anticipazione eccezionale della stagione, che si aprirà il prossimo 15 settembre. In questi tre giorni sarà possibile esclusivamente la ‘caccia da appostamento’ (il cacciatore non potrà vagare nelle campagne ma dovrà costruire un capanno, appostarsi e attendere il passaggio della selvaggina da abbattere) e saranno cacciabili solo tre specie di uccelli: colombaccio, gazza e ghiandaia. “Il calendario venatorio 2019/2020 emanato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, per la prima volta – spiegano dal Wwf – ha tenuto in considerazione diverse disposizioni delle direttive comunitarie in materia ambientale e i principi scientifici per la conservazione della fauna, accogliendo in molte parti il parere obbligatorio di Ispra”. Per Ennio Bonfanti, responsabile fauna del Wwf Sicilia, quello emanato è “un calendario più equilibrato rispetto a quello dell’anno scorso, che fu sospeso per vizi di legittimità dal Tar di Palermo proprio su ricorso di Legambiente, Lipu e Wwf, rispettoso dei pareri scientifici statali e più attento a garantire il primario interesse pubblico della tutela della fauna invece di ricercare il consenso della lobby dei cacciatori”.

L’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera
Ma la reazione dei cacciatori siciliani più agguerriti non si è fatta attendere con una pioggia di insulti all’esponente del Governo Musumeci. Secondo i dati del Wwf, le doppiette nell’Isola sono continuamente in calo ma sempre “politicamente influenti”. “Come nel resto del Paese, anche in Sicilia il numero dei cacciatori attivi è in picchiata – dice Bonfanti -: confrontando i dati Istat del 2007 con quelli regionali del 2015, si evince un calo di circa il 30,5 per cento delle doppiette isolane. Se nel 2006 erano 49.588 (ossia 34 ogni mille ettari di territorio cacciabile), oggi (dati 2018) nell’Isola sono 29.169”. “Ma, pur rappresentando lo 0,5 per cento della popolazione siciliana, continuano inspiegabilmente a esercitare una certa influenza sull’apparato politico-amministrativo della Regione siciliana, come dimostrano talune proposte di legge di liberalizzazione selvaggia della caccia in esame all’Assemblea regionale siciliana”, conclude Bonfanti.

