CALTANISSETTA – Era stato accusato di avere inferto una coltellata al nipote, a seguito di una richiesta di chiarimenti.
Il “presunto” fatto, verificatosi nel Settembre 2013, affonda le radici in un annosa disputa familiare, che vede un gruppo di parenti manifestare il loro astio reciproco.
Tutto scaturisce da un occhiata di traverso ed offese reciproche all’interno di uno studio medico tra i nipoti e la coniuge dell’imputato.
Circostanza che avrebbe richiesto un immediato intervento da parte dei nipoti volti a richiedere allo zio le soddisfazioni del caso.
Sarebbero state proprie le mancate scuse a far scattare la spedizione punitiva da parte di altri due nipoti, che giunti nel garage dello zio hanno dato adito allo scontro da cui sarebbe emersa la coltellata sferrata dall’imputato.
Difatti, il nipote a seguito del ricorso presso il locale pronto soccorso sarebbe stato curato con punti di sutura per un taglio al fianco.
Nell’immediatezza dei fatti i carabinieri hanno operato una perquisizione domiciliare a carico dell’imputato, senza rinvenire alcuna arma da taglio o ancora peggio tracce di sangue.
La Pubblica accusa aveva chiesto la condanna dell’imputato ad un anno di reclusione. Si associava alla richiesta la difesa della parte civile.
Ma per il Tribunale di Caltanissetta è innocente. Così il Dott. Claudio Bencivinni ha assolto con formula piena Lo Cicero Giuseppe “perché il fatto non sussiste”.
Sono state accolte le tesi difensive del suo legale, l’Avvocato Calogero Buscarino che aveva sostenuto l’innocenza del proprio assistito evidenziando che era stato lo stesso ad essere vittima di una spedizione punitiva della parte civile.
Fu accusato dal nipote di averlo accoltellato: assolto in dibattimento.
Mar, 04/07/2017 - 08:49
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