ROMA – Con l’uscita dal Quirinale della delegazione della Lega si e’ conclusa la seconda giornata di consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per risolvere la crisi di governo nata dalle dimissioni mercoledi’ scorso del premier Matteo Renzi, a seguito della sconfitta nel referendum costituzionale di domenica 4 dicembre. Mattarella ha ricevuto oggi 17 delegazioni parlamentari. Al termine della terza e ultima giornata di consultazioni di domani le delegazioni consultate saranno state in tutto 23. Fatta eccezione per il Carroccio – rappresentato dai due capigruppo e dal vicesegretario, ma non dal leader Matteo Salvini – e per la delegazione di Fratelli d’Italia guidata da Giorgia Meloni, al Colle sono sfilate oggi le forze minori politico-parlamentari. Domani il Quirinale riapre il portone per il terzo giorno di consultazioni, e Mattarella il suo studio dalle 11 alle 19. In mattinata conferiranno, mezz’ora ciascuno, Sinistra italiana, Ala-Scelta Civica di Denis Verdini ed Enrico Zanetti, Ncd di Angelino Alfano. Il pomeriggio, a partire dalle 16, per la durata di un’ora ciascuno, si confronteranno con il capo dello Stato prima Silvio Berlusconi alla testa di Forza Italia, poi i Cinque Stelle rappresentati dai soli capigruppo e infine, dulcis in fundo, il Partito Democratico senza Matteo Renzi ma con delegazione per composizione e mandato ampiamente rappresentativa dei dem e in particolare della maggioranza: il vicesegretario (renziano) Lorenzo Guerini, i capigruppo Ettore Rosato e Luigi Zanda (franceschiniano) ed il presidente Matteo Orfini (Giovani Turchi da lui fondati con il ministro Andrea Orlando). Sara’ quello lo snodo decisivo anche se con ogni probabilita’ gli incontri che Renzi sta avendo in queste ore – Gentiloni prima, Franceschini poi – puntano evidentemente a definire la figura che siedera’ a Palazzo Chigi ben prima dell’incontro del partito del Nazareno al Colle. E’ facile pensare che il Pd domani sera portera’ a Mattarella un nome che, anche se certamente non concordato, non potra’ sorprendere il capo dello Stato. Il presidente sta svolgendo in queste ore un vero e proprio tour de force (oggi le consultazioni si sono chiuse addirittura in anticipo sul previsto) ascoltando i rappresentanti di tutte le forze politiche. I paletti in questi giorni Mattarella li ha messi chiaramente (no allo scioglimento del Parlamento se prima non viene introdotto un sistema elettorale omogeneo per Camera e Senato) e sono gia’ queste le ore per una riflessione sul quadro di insieme. Una riflessione che continuera’ ovviamente domani ma che non e’ escluso possa portare a novita’ gia’ in serata o domenica mattina, con conseguente giuramento del nuovo esecutivo. Una scelta che farebbe trovare il nostro Paese con un governo insediato e presente lunedi’ alla riapertura dei mercati (pronto per la gestione del caso Mps, con un eventuale decreto di salvataggio) e pronto per le ravvicinate scadenze europee (Consiglio europeo di meta’ dicembre). Il premier Matteo Renzi, rientrato a Roma dopo la giornata di ieri in famiglia fra Pontassieve e Rignano, ha seguito le consultazioni a distanza da palazzo Chigi. Ha incontrato per due volte, di mattina e di sera, il ministro degli Esteri Pd, Paolo Gentiloni. In serata ha visto Dario Franceschini. Il ministro degli Esteri e’ in pole position per l’incarico di presidente del Consiglio per il dopo Renzi se il Pd certifichera’ domani a Mattarella l’indisponibilita’ del premier dimissionario a succedere a se stesso, e preso atto dell’accertamento da parte del capo dello Stato dell’assenza di condizioni per il governo di responsabilita’ con dentro anche le attuali opposizioni, unica alternativa alle elezioni anticipate fatta approvare da Matteo Renzi alla direzione del Pd dopo le sue dimissioni.
Da Mattarella possibile incarico domenica, in pole c’e’ Paolo Gentiloni
Ven, 09/12/2016 - 22:14
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