ROMA – C’e’ un ‘bambin Gesu”, Yannis (il nome e’ di fantasia, per tutelarlo), arrivato nel giorno di Natale dalla Grecia e che il personale medico-sanitario dell’ospedale Bambino Gesu’ di Roma provera’ a salvare, preparandolo per una lista d’attesa per un trapianto di cuore. Da Atene a Roma accompagnato da padre e madre con nell’animo e nella mente da una parte la certezza che il proprio figlio sia destinato a morire, forse anche nell’imminenza, e dall’altra il rischio che il decesso possa esserci addirittura in corso di intervento chirurgico o poco dopo, perche’ la statistica dice che l’esito di questo tipo di operazione e’ infausto in un caso su tre. “E’ un intervento ad altissimo rischio, statisticamente c’e’ il 33% di mortalita’, un paziente su tre. Quello che impiantiamo e’ un cuore artificiale sicuramente performante ma con alto rischio di complicazioni in fase di intervento. Noi abbiamo il dovere di dirle queste cose, i genitori del piccolo sono stati informati…”, spiega all’AGI il professor Antonio Amodeo, responsabile dell’Unita’ assistenza meccanica cardiorespiratoria del Bambino Gesu’ di Roma. Fermarsi o far operare comunque il piccolo? E’ il grande e angosciante dilemma di fronte a cui si trovano in queste ore i genitori di Yannis, il bimbo greco di tre anni affetto da una gravissima patologia cardiovascolare – una disfunzione biventricolare – e che ieri e’ stato trasferito con un volo sanitario urgente dell’Aeronautica militare italiana effettuato con un C-130 appartenente alla 46^ Brigata aerea decollato dall’aeroporto di Pisa su ordine della Sala Situazioni di Vertice del Comando Squadra Aerea dell’Aeronautica, dopo la richiesta della presidenza del Consiglio dei ministri.
Il C-130J ha prima fatto sosta a Roma per imbarcare un’ambulanza e un’automedica con l’equipe specialistica per assistere il bambino durante l’intero viaggio e ha poi proseguito il volo per Atene. Da dove e’ poi ripartito per l’Italia con a bordo il piccolo e i suoi genitori, destinazione l’aeroporto di Ciampino e da qui con la stessa speciale ambulanza imbarcata all’andata sul velivolo il paziente e’ stato trasferito nella struttura ospedaliera del Bambino Gesu’ per le cure specialistiche necessarie. Una corsa contro il tempo, in un quadro clinico di probabile miopatia che andra’ accertata nei prossimi giorni con esami dettagliati, anche di tipo neurologico, dice ancora il prof. Amodeo. Solo che questo e’ un quadro clinico “che non ci consente piu’ tempo per aspettare l’esito di questi accertamenti e quindi dobbiamo procedere con l’installazione di un cuore artificiale”. Al momento il piccolo e’ assistito con l’ECMO, una tecnica di circolazione extracorporea in caso di insufficienza cardiaca e/o respiratoria acuta. Ma l’ECMO non puo’ essere utilizzata a lungo, al massimo una decina di giorni, siamo ormai prossimi alla scadenza. E dunque domani – spiega il prof. Amodeo – si procedera’ ad applicare il cuore artificiale biventricolare paracorporeo, “e cosi’ ci mettiamo in un una condizione di sicurezza e tranquillita’ dal punto di vista cardiovascolare”, in attesa di un passo successivo. Che sara’ il trapianto vero e proprio di cuore. Il cuore artificiale paracorporeo significa cannule che entrano nel cuore ed escono dal torace e si collegano a una macchina che provvede ad aiutare il paziente nelle funzioni cardiache. Quello che si effettua e’ una sorta di ‘ponte verso un evento decisivo’, come usano dire i medici in casi simili, vale a dire una sorta di stazione intermedia, in vista di una risoluzione – auspicabilmente la piu’ positiva possibile – alla patologia, come puo’ esserlo appunto un trapianto di organo.
“Purtroppo – sottolinea ancora il prof. Amodeo – per bimbi di quell’eta’ non c’e’ alternativa a quel tipo di cuore artificiale, cioe’ a tutto quell’apparato fatto di una macchina che per quanto collocata su una struttura portatile non consente comunque al paziente di essere dimesso dall’ospedale, quindi il piccolo Yannis dovra’ rimanere ricoverato. Potra’ si’ muoversi, girare per i corridoi, ma non potra’ varcare il portone di uscita del Bambino Gesu’. E’ la sua eta’, e quindi il suo peso corporeo, a condizionarlo. Ad oggi non esiste infatti altro tipo di cuore artificiale per bambini di quell’eta’ che consenta una vita un pochino piu’ normale, ci sono invece per quelli con peso dai 30 kn in poi. Pero’ dal prossimo anno – spiega Amodeo – “potremo disporre di un cuore artificiale piu’ piccolo, impiantabile. Nel 2017 si procedera’ al ‘clinical trial’ di questo supporto”. Per intanto Yannis dovra’ affrontare questa prova, con i rischi che ad esso sono legati. Yannis non lo sa, ma tutto l’ospedale tifa per lui, per questo ‘bambin Gesu” arrivato dalla Grecia.

