La promessa e’ questa: “Ci sara’ un meccanismo molto stringente che impedira’ gli scandali degli anni scorsi”. Enrico Letta ci tiene a sottolineare pero’ che una promessa, oggi, e’ stata mantenuta: quella di rivedere radicalmente il meccanismo del finanziamento dei partiti. Che non sara’ piu’ a carico dell’erario, ma affidato alla volonta’ dei cittadini. In altre parole con la strada del due per mille nella dichiarazione dei redditi. Ma sia chiaro: “Il nuovo sistema di finanziamento, con il due per mille, da’ tutto il potere ai cittadini. L’inoptato del due per mille restera’ allo Stato”. La decisione e’ stata presa dal Consiglio dei Ministri di ieri, recependo il testo della legge come approvato dalla Camera, e introduce “l’obbligo della certificazione esterna dei bilanci dei partiti politici”.
Ora “sono i cittadini che decidono se vogliono dare il contributo ai partiti oppure no. Da oggi e’ cosi’, e’ il segno che stiamo facendo sul serio”. Lo ha detto il premier Enrico Letta al Tg2. “E’ passato il tempo degli aut-aut. Adesso c’e’ un governo che vuole fare le cose, e le faremo anche sulle riforme e la legge elettorale”, ha proseguito Letta. Delle riforme “se ne parlera’ dentro la maggioranza che trovera’ un’intesa sulle regole istituzionali. Ma sono passati i tempi delle minacce quotidiane: il governo e’ unito e ha gente che vuole dare risposte”. Quanto a Renzi, ha aggiunto, “sappiamo che la nostra capacita’ di fare gioco di squadra e’ importante per il paese, sono molto contento e molto fiducioso”.
Bastera’ agli arrabbiati dell’antipolitica? “Basta con le chiacchere enricoletta”, risponde piuttosto Beppe Grillo, “Restituisci ORA 45 milioni di euro di rimborsi elettorali del Pd a iniziare da quelli di luglio. #Bastaunafirma”. Poi rincara la dose: “Per rinunciare ai finanziamenti pubblici e’ sufficiente non prenderli come ha fatto il M5S. Il decreto legge di Letta e’ l’ennesima presa per il culo”. Mercoledi’ parte in Senato l’iter, fa sapere il senatore del Pd Luciano Pizzetti, componente dell’Ufficio di Presidenza del Senato. “D’intesa con la presidente Finocchiaro – spiega – mercoledi’ la Commissione avviera’ comunque l’iter di discussione del testo trasmesso dalla Camera e fatto proprio dal governo con decreto”.

