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Sergio Iacona: “Lavoro ad un nuovo progetto politico”

Redazione

Sergio Iacona: “Lavoro ad un nuovo progetto politico”

Ven, 13/12/2013 - 12:36

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Sergio iaconaCALTANISSETTA – Le prossime elezioni comunali saranno di straordinaria importanza. La nostra comunità si prepara all’appuntamento in condizioni davvero particolari.

Tralasciando l’analitica elencazione delle innumerevoli criticità vissute dalla città, per la quale non mancheranno altri momenti, mi limito a sintetizzare la situazione indicando la micidiale concomitanza di fattori generali e fattori locali che concorrono a generare unagrave crisi. Agli elementi di natura congiunturale che accomunano la gran parte delle società occidentali si sommano gli effetti di una serie di arretramenti e di sconfitte subite dalla città. Semplificando al massimo si può costatare come alla perdita dell’attività mineraria non abbia fatto seguito alcun progetto teso ad identificare e valorizzare una vocazione economica attorno alla quale edificare sviluppo. Alla crisi economica, con i suoi gravi risvolti sociali, si accompagna una crisi culturale e identitaria: prevale un pessimismo diffuso e non si avverte più l’orgoglio di essere nisseni. Non ritengo che di tale situazione porti la responsabilità una sola parte politica, né tantomeno un solo uomo. La progressiva decadenza parte da lontano, ha cause profonde e sarebbe ingiusto farne carico esclusivamente alla politica attuale. Molti problemi odierni sono figli di gravi errori compiuti tanti anni fa (basti pensare alla scelte in materia di urbanistica) e nessuno può ergersi a giudice dell’oggi.

In queste condizioni, in un contesto nel quale si discute anche della centralità amministrativa della città, che rischia un ulteriore e definitivo arretramento, ci si avvicinaal rinnovo del governo cittadino. Avendo da sempre una grande passione civica, un forte amore per Caltanissetta, nella quale ho scelto di rimanere a vivere e a lavorare, generandovi di figli, con fiducia e ottimismo, da tempo lavoro con altri amici ad un progetto capace di innescare un circolo virtuoso, di provocare un colpo di reni delle forze sane che pur continuano ad esservi.

Penso ad una iniziativa che riesca ad unire le persone libere da pregiudizi, che provi adragare dalla società civile, dal mondo della cultura, dal mondo del lavoro e delle professioni, dall’associazionismo il meglio che vi sia e provi a riunirlo al capezzale della città.

Tale progetto non vuole ovviamente ignorare la politica. Ritengo infatti estremamente pericolose e fuorvianti certe forme di protesta radicali e sterili che combattono, demagogicamente e indiscriminatamente, ogni partito e ogni istituzione. La protesta va capita e anche giustificata, ma la risposta non può che essere politica. Credo ancora infatti che l’unica soluzione per uscire dalle difficoltà sia la buona politica, la politica fatta da persone oneste che si spendano elaborando una progettualità, frutto di uno sforzo di pensiero e di una sintesi culturale e lo offrano al giudizio degli elettori. Purtroppo però il momento politico attuale non consente di individuare dei sicuri punti di riferimento: tutti i partiti, senza distinzioni di schieramento, attraversano una grave crisi di identità e di rappresentatività.

Ad oggi non sappiamo quale sarà l’evoluzione del quadro politico nazionale, non avendo più chiaro neanche con quale sistema elettorale voteremo.

In tale quadro magmatico la città non può e non deve mortificare le sue speranze legando il suo futuro a forze partigiane, a progetti che considerino le elezioni comunali solo come una pedina di scambio o un momento provvisorio di una carriera politica da edificare. L’idea di un progetto cittadino, che riunisca le forze sane ma sappia anche aprirsi alle forze politiche disponibili mi pare l’unica soluzione che non corra il rischio dell’autoreferenzialità. Rischio questo elevato e grave ove non si parta, nella costruzione del futuro, dal necessario dialogo con le energie positive della città e con le istituzioni ivioperanti.

Nessuna ipotesi, a mio parere, può essere credibile se pretende di ignorare realtà che hanno dimostrato un’indubbia capacità di incidere a livello nazionale. Una ipotesi di governocittadino che non sia velleitaria da questo punto di vista deve prefiggersi il dialogo e l’intesa con le organizzazioni e gli enti che sono parti indispensabili dello sviluppo. Penso ovviamente alla Camera di Commercio, ai sindacati, alle associazioni di categoria, all’IRSAP, all’Azienda Sanitaria Provinciale, al Consorzio Universitario. Così come un efficace raccordo va operato con il tavolo di regia per lo sviluppo e la legalità e con il tavolo per lo sviluppo del centro Sicilia, realtà queste che coinvolgono risorse indispensabili per il bene comune. In tempi in cui le finanze pubbliche soffrono gravemente credo che bisogna pensare ad un Comune capace di essere il  motore di un processo che, facendo sintonia con tali forze sane, riesca a rendere appetibile Caltanissetta per le imprese private, puntando alla valorizzazione della centralità del nostro territorio, obiettivo questo da tanti sbandierato ma mai realmente perseguito. Ovviamente tale progetto presuppone la prosecuzione di una forte azione di moralizzazione e di lotta all’illegalità, anche nelle burocrazie infedeli, e una drastica semplificazione delleprocedure amministrative. Non sfugge come un territorio nel quale si è affermata una forte azione di contrasto alla malavita organizzata e alle estorsioni sia indubbiamente capace di attrarre investimenti sani.

Per tali ragioni intendo offrire al pubblico dibattito le idee e le proposte dei tanti amici che mi sollecitano ad un impegno diretto, consapevole del fatto che senza un fertile confronto,ed il conseguente arricchimento, con le forze sane disposte a scommettere su Caltanissetta ogni proposta rimane asfittica e priva di ampio respiro.

Sergio Iacona

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