Mai mischiare il sacro con il profano. O meglio, mai combinare il religioso con il laico. A pensarla così è la Diocesi di Caltanissetta che nei mesi scorsi ha inviato una lettera all’Amministrazione comunale di Mussomeli invitandola a rinunciare a far celebrare dei matrimoni civili nel chiostro di San Domenico. Un luogo sì di proprietà e gestione del Comune, ma troppo vicino al Santuario della Madonna dei Miracoli, divenuto nel corso degli anni la chiesa preferita degli sposini; il posto ideale insomma dove dichiararsi amore eterno. Una mancanza di rispetto alle nozze benedette dal Signore.
La missiva, a firma del vicario generale della Diocesi di Caltanissetta, monsignor Pino La Placa, risale al luglio scorso. Ma il sindaco Salvatore Calà non l’ha mai voluta rendere nota. Nello scritto, lo strettissimo collaboratore del vescovo Russotto, invita il sindaco a preferire altri luoghi dove unire in matrimonio coppie che scelgono il rito civile. Due le ragioni alla base delle rimostranze avanzate dai vertici della Chiesa nissena: da un lato la troppa vicinanza al Santuario della Madonna dei Miracoli(si tratta di un ex convento domenicano nato a fianco della chiesa del miracolo), dall’altro il ricorso alla continua pratica di novelli sposi che dopo avere detto il fatidico sì dinanzi la terrena autorità civile, non perdono tempo per spostarsi in chiesa e fare benedire gli anelli nuziali stavolta ai piedi della statua della Madonna dei Miracoli, patrona della città.
Nella lettera don La Placa utilizza il termine “frammistione” per meglio definire il pericolo della mescolanza di due riti decisamente diversi. La corrispondenza però a quanto sembra non avrebbe avuto seguito: il “suggerimento” episcopale sarebbe caduto nel vuoto. Chi non vorrà sposarsi in chiesa potrà continuare a farlo nel chiostro, a pochi metri dalla Madonna.

