Consiglio provinciale straordinario su viadotti ferrovie pericolanti

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Il sindaco di Niscemi Di Martino e gli ingegneri Di Matteo, Palazzo e Martinelli

CALTANISSETTA – Opere di puntellamento dell’arcata del viadotto ferroviario che sormonta la Sp. 11 Niscemi-Gela, chiusa al transito, e presìdi giornalieri per monitorare le condizioni di questo e degli altri ponti per i quali erano stati ravvisati – secondo gli accertamenti disposti dalla Procura di Caltagirone – possibili rischi di cedimento, che comunque non ci sarebbero stante invece i paralleli controlli operati da Rete Ferroviaria Italiana. Sono questi alcuni degli interventi che, nell’immediato, sono stati annunciati proprio da Rfi al Consiglio provinciale di Caltanissetta riunitosi in seduta straordinaria per dibattere i problemi legati soprattutto all’isolamento viario di Niscemi creatosi con la predetta chiusura della Sp. 11 (seguita a quella della Sp. 39 per Caltagirone dopo il crollo dello scorso 8 maggio) e alla chiusura di alcune interpoderali nei territori di Niscemi e Gela.

Alla riunione sono intervenuti tre rappresentanti di Rfi, gli ingegneri Filippo Palazzo, Fedele Di Matteo e Michele Martinelli, assieme al sindaco di Niscemi Giovanni Di Martino, al presidente di quel consiglio comunale Francesco Alesci e al suo omologo di Gela Giuseppe Fava. Ed è stato l’ing. Palazzo a dare in apertura informazioni su quanto sta operando Rfi. Ha riferito delle visite effettuate sulle altre strutture dopo il crollo di quella di contrada Angeli, alcune anche insieme a docenti dell’università di Palermo: è in atto un monitoraggio quotidiano che comunque escluderebbe ogni possibilità di rischi imminenti, anche se vanno comunque tenute in conto le conclusioni a cui sono invece pervenuti i periti della Procura calatina. Per il ponte sulla Sp. 11, argomento specificamente al tappeto, previsto come detto il puntellamento dell’arcata, mentre per quello crollato si procederà alla sua totale demolizione controllata (già interessato il Genio militare), così da liberare la strada sottostante, e alla sua ricostruzione, appurando nel frattempo le possibili cause del cedimento dall’esame delle fondazioni, per avere indicazioni utili relativamente alle altre strutture di simile tipologia. In quanto alle passate segnalazioni su questo ponte – ha aggiunto il funzionario – queste erano relative ad una lesione tuttora presente in altra arcata, mentre non c’era nulla di anomalo su quelle poi crollate. Per i primi di settembre, comunque, si potrà avere il quadro completo dei vari monitoraggi.

Un forte appello affinché si ripristini la viabilità al servizio di Niscemi è venuto dal sindaco Di Martino, che ha ricordato le grandi difficoltà per pendolari ed agricoltori ulteriormente penalizzati dalla chiusura della Sp. 11, mentre la Sp. 12 versa in stato precario e continua ad essere interdetta ai mezzi pesanti, col traffico che s’è ora riversato sulla Sp. 31 che pertanto va messa subito in sicurezza.

Numerosi, a seguire, gli interventi dei consiglieri provinciali. Scarciotta, rimarcando l’assenza dell’amministrazione attiva (è poi arrivato il vice presidente Milano) ha chiesto a Rfi che linea operativa sarà seguita d’ora in avanti, così come Accurso ha chiesto notizie sui precedenti controlli; Ferrante, anch’egli critico per l’assenza dell’esecutivo, ha chiesto con quali modalità è possibile attivarsi subito per sbloccare il problema dell’isolamento di Niscemi, mentre Petralia ha sollevato la questione su chi debbano ricadere gli oneri per assicurare la viabilità alternativa, ricorrendo ad eventuali interventi di somma urgenza.

E’ poi intervenuto D’Arma che ha proposto l’istituzione di un’apposita task force sulla problematica, determinando le condizioni di intervento con una sinergia tra i vari enti chiamati in causa, mentre Capizzi dopo aver contestato alle Ferrovie di non aver speso alcuna risorsa negli ultimi 50 anni su tali viadotti, ha sollecitato una mobilitazione generale sulla questione viabilità, a partire dalla deputazione del territorio. Cusumano, criticando l’assenza del presidente Federico (Cascino che presiedeva la seduta ha comunque detto che era un’assenza dovuta a lutto familiare) così come di amministratori del Comune di Gela, ha chiesto da chi debbano venire e se ci potranno essere assicurazioni in merito alla volontà di stanziare risorse per la programmazione del trasporto in loco, mentre la parte che può ora svolgere la Provincia rimane quella di attenzionare le provinciali 11, 12, 31 al servizio di Niscemi. Anche La Rosa ha insistito sul dover sbloccare al più presto la situazione della Sp. 11, perché la 31 (Niscemi-Feudo Nobile) non ce la fa ad assorbire un traffico intensificato. Ha concluso Cirrone Cipolla, ribadendo la necessità di messa in sicurezza di quest’ultima arteria, e chiedendo poi se Rfi può accollarsene le spese stimabili in circa 500-600 mila euro (ma Palazzo l’ha escluso), e dove non fosse possibile, che la Provincia proceda con una somma urgenza, comunque sempre in danno delle Ferrovie. Massima collaborazione con Rfi è stata infine ribadita dal vice presidente Milano, che ha auspicato che i relativi interventi non subiscano intoppi. Rfi comunque, tornerà in settembre a relazionare alla Provincia.