Da rifiuti a risorse, differenziata per abbattere costi

0

Il Movimento 5 stelle ribadisce la necessità di un piano industriale per la raccolta e il trattamento differenziato dei rifiuti, sottolineando che non è più concepibile pensare ad aprire nuove discariche quanto destinare gli investimenti in termini economici alla creazione di impianti per la trasformazione dei rifiuti che possono diventare letteralmente risorse. Esattamente come è accaduto a Vedelago, in provincia di Treviso, dove esiste un Centro di riciclo, interamente gestito da privati, che è in grado di rendere riutilizzabile (grazie all’abbinamento di diversi impianti meccanici) il 99%  del rifiuto conferito derivante sia dalla raccolta differenziata residenziale porta a porta (proveniente dai comuni del circondario) sia rifiuti industriali di commercianti ed artigiani.

E’ quanto è emerso durante l’incontro promosso alla biblioteca Scarabelli dallo stesso Movimento 5 Stelle, affollatissimo di cittadini e rappresentanti dei comitati di quartiere e di associazioni varie (che stanno lavorando alla proposta di alternative perché l’aumento del 40% della Tarsu possa essere destinato ad interventi migliorativi del servizio) al quale ha preso parte – dietro invito del movimento – la signora Carla Poli, titolare dell’impianto di Vedelago che ha illustrato l’idea-base dalla quale è nato l’impianto, grazie al quale si riesce oggi a portare all’industria una materia prima riutilizzabile in ulteriori cicli di produzione. Si tratta di una percentuale di rifiuto non differenziabile (principalmente materie plastiche) e quindi solitamente non riutilizzabile, che viene prima estruso e poi tritato finemente fino ad ottenere un granulato a matrice prevalentemente plastica utilizzato principalmente dall’industria come alleggerito nei manufatti edili (mattoni, pali) in sostituzione della sabbia di cava. Il nuovo materiale conferisce caratteristiche migliorative ai manufatti ottenuti, che rispondono regolarmente alle norme UNI vigenti. La sabbia sintetica ottenuta viene utilizzata anche per la creazione di sedie, panchine, bancali ed altri manufatti vari. I costi globali per la costruzione di un impianto come quello di Vedelago si aggirano attorno ai 5 milioni di euro in un arco temporale di circa 3 anni. L’idea è già stata presa a modello in Sardegna, grazie all’iniziativa di 14 comuni locali, e a Colleferro, su iniziativa di imprenditori privati.

Alla riunione di sabato hanno brillato per l’assenza i 15 sindaci del comprensorio dell’Ato Cl1 mentre una rappresentanza del Movimento 5 stelle aveva già incontrato, insieme alla titolare del centro di Vedelago Carla Poli, il sindaco Campisi il giorno precedente a Palazzo del Carmine. Presenti invece all’assemblea pubblica alla Scarabelli alcuni consiglieri comunali, che chiederanno adesso al sindaco Campisi di relazionare in consiglio comunale sull’incontro avuto con la dottoressa Poli sulle nuove prospettive per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani legato all’abbattimento dei costi di conferimento in discarica.

“L’economia – ha sottolineato Carla Poli – deve essere sostenibile, dobbiamo smettere di chiamarli rifiuti perché sono materiali post-consumo. C’è una filiera economica importante che parte dalla raccolta, passa atraverso la selezione e il trattamento e va ad implementare una nuova filiera e si giunge veramente così all’azzeramento dei costi per quanto riguarda il conferimento dei cosiddetti rifiuti, attivando invece un altro settore dell’economia che è quello della lavorazione e trasformazione di questi materiali e della loro ricommercializzazione. Si finirà così per pagare solo il servizio di spazzamento delle strade. Bisogna solo avere il coraggio di attivare tutta la filiera”.

“Raccoglieremo adesso le firme – dice Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle di Caltanissetta – per proporre che il consiglio comunale di Caltanissetta ratifichi le indicazioni di legge, non per l’apertura di nuove discariche, dunque, ma per la raccolta e il trattamento differenziato delle risorse”.

La dottoressa Poli ha anche incontrato gli studenti delle scuole superiori del capoluogo nisseno, promuovendo riflessioni sulla necessità ormai indifferibile di recuperare e riciclare quanto è possibile, e visitato gli impianti della Sicula Ciclat, ditta che già ha avviato sul territorio nisseno alcune attività di recupero. Ribadita ancora una volta la necessità della raccolta porta a porta e della realizzazione anche di un impianto per la lavorazione dell’umido.

Il passo veramente importante da fare adesso è quello di riuscire a fare sistema, unendo le energie (e la voce) delle associazioni, dei movimenti come Intesa civica solidale e 5 Stelle, dei comitati di quartiere, dei partiti per proporsi alle istituzioni (comune, Provincia) come unico soggetto interlocutore per chiedere iniziative ed investimenti che tutelino l’ambiente ma anche i cittadini, stanchi di dover sempre pagare tanto per avere poco. (rlv)