Mafia: faida con la “stidda” nel nisseno, 8 arresti

0
Un momento della conferenza stampa presso la Questura di Caltanissetta

CALTANISSETTA – La squadra mobile di Caltanissetta, in collaborazione con gli agenti del commissariato di Niscemi e delle squadre mobili di Potenza, L’Aquila, Firenze, Milano, Perugia, Roma, e con l’Interpol e la polizia tedesca, avrebbe alzato il velo sull’omicidio di Paolo Nicastro, sul tentativo di omicidio di Antonino Pitrolo e Salvatore Calcagno e sull’omicidio di Salvatore Campione e il contestuale tentativo di omicidio di Gianfranco Arcerito. Tutti i delitti sono avvenuti nella seconda metà del ’91 nel corso della sanguinosa guerra di mafia nel nisseno.
Il comunicato della Squadra Mobile di Caltanissetta:

IN DATA 22.04.2013, PERSONALE DELLA SEZIONE CRIMINALITÀ ORGANIZZATA DELLA SQUADRA MOBILE DI CALTANISSETTA, IN COLLABORAZIONE CON IL COMMISSARIATO P.S. DI NISCEMI E CON LE SQUADRE MOBILI DI POTENZA, L’AQUILA, FIRENZE, MILANO, PERUGIA, ROMA, NONCHE’ CON L’INTERPOL E LA POLIZIA TEDESCA, HA ESEGUITO NR. 8 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE, EMESSE DAL G.I.P. C/O IL TRIBUNALE DI CATANIA SU RICHIESTA DELLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI CATANIA, A CARICO DI:

1. MADONIA GIUSEPPE, NATO A VALLELUNGA PRATAMENO (CL) IL 18.12.1946;
2. GIUGNO GIANCARLO MARIA LUCIO, NATO A NISCEMI IL 01.01.1959;
3. CALCAGNO SALVATORE, NATO A NISCEMI IL 24.12.1954;
4. ROMANO RAIMONDO GIUSEPPE, NATO A GELA IL 18.01.1969;
5. TRUBIA PASQUALE, NATO A GELA IL 19.11.1967;
6. VALLONE SALVATORE, NATO A NISCEMI IL 07.04.1965;
7. PASSARO GIOVANNI, NATO A GELA IL 28.12.1956;
8. EMMANUELLO NUNZIO, NATO A GELA IL 16.10.1956;
VALLONE SALVATORE, DESTINATARIO DI MANDATO DI ARRESTO EUROPEO, VENIVA TRATTO IN ARRESTO DA PERSONALE DELLA SQUADRA MOBILE DI CALTANISSETTA E DELL’INTERPOL DI ROMA IN COOPERAZIONE CON LA POLIZIA TEDESCA A METZINGEN (GERMANIA), LUOGO OVE SI ERA RIFUGIATO, DOPO LA SUA SCARCERAZIONE AVVENUTA NEL 2009. ALL’ATTO DELL’ARRESTO VENIVA SEQUESTRATA UNA PISTOLA CAL. 7,65 DALLO STESSO ILLEGALMENTE DETENUTA.

VENIVA, ALTRESÌ, NOTIFICATO L’AVVISO DELLA CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI AI SEGUENTI INDAGATI, IMPLICATI A VARIO TITOLO NEGLI EPISODI OMICIDIARI CONTESTATI, E PRECISAMENTE:

1. ARGENTI EMANUELE, DI GUIDO, NATO A GELA IL 03.07.1956;
2. RUSSO SALVATORE, NATO A NISCEMI (CL) IL 09.07.1959;
3. RUSSO VINCENZO, NATO A NISCEMI (CL) IL 30.01.1968.
4. PITROLO ANTONINO, NATO A NISCEMI IL 18.06.1957;
5. MASTRANTONIO SALVATORE, NATO A NISCEMI IL 12.09.1976;

L’ORDINANZA CAUTELARE, FONDATA SULLE DICHIARAZIONI DI NUMEROSI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA (TRA CUI PITROLO ANTONINO, CHIAVETTA GIULIANO, TRAINITO GAETANO, TRUBIA SALVATORE, TRUBIA GIUSEPPE, CELONA EMANUELE E MESSINA LEONARDO) RIGUARDA DUE EPISODI OMICIDIARI AI DANNI DI DUE ESPONENTI DELLA “STIDDA” DI NISCEMI (IL PRIMO AI DANNI DI NICASTRO PAOLO ED IL SECONDO AI DANNI DI SALVATORE CAMPIONE) ED UN TENTATO OMICIDIO AI DANNI DI DUE ESPONENTI DI SPICCO DI COSA NOSTRA – FAMIGLIA DI NISCEMI (PITROLO ANTONINO E SALVATORE CALCAGNO) AVVENUTO NELLA PIAZZA CENTRALE DI NISCEMI DURANTE LE FESTE PATRONALI DELL’AGOSTO DEL 1991 CON FERIMENTO DEL CALCAGNO E DI NUMEROSI CITTADINI NISCEMESI PRESENTI IN PIAZZA PER LA FESTA.

TALI EPISODI SI INQUADRANO NEL CONTESTO DELLA SANGUINOSA GUERRA DI MAFIA CHE LASCIÒ SUL TERRENO CENTINAIA DI VITTIME PER RAGGIUNGERE IL PROPRIO CULMINE NELLA TRISTEMENTE NOTA STRAGE DI GELA DEL 27 NOVEMBRE 1990, INTERESSÒ ANCHE LA CITTADINA DI NISCEMI IN CUI SI CONTRAPPOSERO IL CLAN STIDDARO DEI RUSSO E LA FAMIGLIA DI COSA NOSTRA NISCEMESE.

IL PROVVEDIMENTO RESTRITTIVO CHE RIGUARDA ANCORA UNA VOLTA GIUGNO GIANCARLO LUCIO MARIA E CALCAGNO SALVATORE, ANCHE IN CONSIDERAZIONE DELLA RECENTE ESECUZIONE DI ANALOGO PROVVEDIMENTO NEI CONFRONTI DI ARCERITO GIUSEPPE AMEDEO, CONSENTE DI COLPIRE I VERTICI DELLA CONSORTERIA MAFIOSA “COSA NOSTRA” DI NISCEMI, DENOMINATO STORICAMENTE CLAN “GIUGNO-ARCERITO-CALCAGNO”.

GLI INDAGATI DOVRANNO RISPONDERE DELLE IPOTESI DI REATO DI CUI ALL’ALLEGATO:

ALLEGATO 1

MADONIA GIUSEPPE, ARGENTI EMANUELE, CALCAGNO SALVATORE, GIUGNO GIANCARLO, PITROLO ANTONINO, ROMANO RAIMONDO E TRUBI A PASQUALE.
A) PER IL DELITTO DI CUI AGLI ARTI. 110 E 575 E 577 N. 3 C.P„ PER AVERE, IN CONCORSO TRA LORO, CAGIONATO LA MORTE DI NÌCASTRO PAOLO, CON CONDOTTA MATERIALMENTE ESEGUITA DA ROMANO RAIMONDO E. TRUBIA PASQUALE CHE, UTILIZZANDO UNA PISTOLA CALIBRO 38 SPECIAL ED UNA PISTOLA SEMIAUTOMATICA CALIBRO 9 PARABELLUM, ESPLODEVANO AL SUO INDIRIZZO REITERATI COLPI D’ARMA DA FUOCO ATTINGENDOLO IN VARIE PARTI DEL CORPO CON ESITO FATALE;
IN PARTICOLARE :
* MADONIA GIUSEPPE ED ARGENTI EMANUELE, QUALI MANDANTI E CONCORRENTI MORALI, RISPETTIVAMENTE NELLE QUALITÀ DI RAPPRESENTANTE PROVINCIALE DI COSA NOSTRA NISSENA E DÌ RAPPRESENTANTE DEL MANDAMENTO DÌ GELA, NE AUTORIZZAVANO L’UCCISIONE;
* CALCAGNO SALVATORE, PITROLO ANTONINO E GIUGNO GIANCARLO, QUALI MANDANTI E CONCORRENTI MORALI, INDIVIDUAVANO LA VITTIMA E DELIBERAVANO L’AZIONE CRIMINOSA CHIEDENDO AIUTO, PER L’ESECUZIONE, ALLA FAMIGLIA MAFIOSA DI GELA ;
* ROMANO RAIMONDO E TRUBIA PASQUALE, QUALI ESECUTORI MATERIALI, COMPIVANO LA CONDOTTA SOPRA SPECIFICATA;
CON L’AGGRAVANTE DI AVER COMMESSO IL FATTO CON PREMEDITAZIONE; CON L’AGGRAVANTE DI CUI ALL’ART. 7L. 12 LUGLIO 1991 N. 203, PER AVERE COMMESSO IL FATTO AVVALENDOSI DELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL’ART. 416 BIS C.P. ED AL FINE DI OTTENERE IL PREDOMINIO DELL’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA DENOMINATA “COSA NOSTRA “SU QUELLA RIVALE DENOMINATA “STIDDA”;
CON LA RECIDIVA REITERATA NEL QUINQUENNIO PER PITROLO, PER ARGENTI E PER TRUBIA; IN NISCEMI IL 15 LUGLIO 1991.

ROMANO RAIMONDO E TRUBIA PASQUALE
b) DELITTO P. E P. DAGLI ARTI. 61 N. 2, 81 CPV, 110 C.P. E ARTI. 2, 4 E 7 LEGGE NR. 895/67, PERCHÉ, IN CONCORSO TRA LORO, CON PIÙ AZIONI ESECUTIVE DEL MEDESIMO DISEGNO CRIMINOSO, AL FINE DI COMMETTERE IL DELITTO DI CUI AL CAPO CHE PRECEDE, IN ASSENZA DI LICENZA, DETENEVANO E PORTAVANO IN LUOGO PUBBLICO LE ARMI DA FUOCO SOPRA INDICATE ED IN PARTICOLARE UNA PISTOLA CALIBRO 38 SPECIAL CON CANNA RIGATA A SEI PRINCIPI SINISTRORSI ED UNA PISTOLA SEMIAUTOMATICA CALIBRO 9 PARABELLUM CON CANNA RIGATA A SEI PRINCIPI DESTRORSI;
CON L’AGGRAVANTE DI CUI ALL’ART. 7 L. 12 LUGLIO 1991 N. 203, PER AVERE COMMESSO IL FATTO AVVALENDOSI DELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL’ART. 416 BIS C.P. ED AL FINE DI OTTENERE IL PREDOMINIO DELL’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA DENOMINATA “COSA NOSTRA “SU QUELLA RIVALE DENOMINATA “STIDDA”; IN NISCEMI IL 15 LUGLIO 1991.

RUSSO SALVATORE, RUSSO VINCENZO, VALLONE SALVATORE E MASTRANTONIO SALVATORE
c) DELITTO P. E P. DAGLI ARTI 56, 81 CPV, 82 C. 2, 110. 575 E 577 N. 3 C.P., PERCHÉ, IN CONCORSO TRA LORO E CON ALTRI SOGGETTI RIMASTI IGNOTI, CON PIÙ AZIONI ESECUTIVE DEL MEDESIMO DISEGNO CRIMINOSO, COMPIVANO ATTI IDONEI DIRETTI IN MODO NON EQUIVOCO A CAGIONARE LA MORTE DI PITROLO ANTONINO E CALCAGNO SALVATORE ESPLODENDO AL LORO INDIRIZZO NUMEROSI COLPI DI ARMA DA FUOCO UNO DEI QUALI ATTINGEVA IL CALCAGNO AD UNA GAMBA PROVOCANDOGLI LESIONI GUARIBILI IN GIORNI 20 MENTRE ALTRI ATTINGEVANO, PER ERRORE NEL! ‘ESECUZIONE DEL DELITTO, I SEGUENTI SOGGETTI:
* CANTARO SALVATORE, CHE RIPORTAVA UNA FERITA D’ARMA DA FUOCO ALLA COSCIA DX RITENUTA GUARIBILE IN GIORNI 15 S.C:
* AMATO GAETANO, CHE RIPORTAVA UNA FERITA DA ARMA DA FUOCO ALLA GAMBA SX, RITENUTA GUARIBILE IN GIORNI 15 S.C;
* MONGELLI GIUSEPPE, CHE RIPORTAVA UNA FERITA D’ ARMA DA FUOCO, DI 1 CM DI DIAMETRO, ALLA RADICE DELLA COSCIA SX LATO ESTERNO, RITENUTA GUARIBILE IN GIORNI 5 S. C. ;
EVENTO OMICIDIARIO NON VERIFICATOSI PER CAUSE INDIPENDENTI DALLA LORO VOLONTÀ ED IN PARTICOLARE PER LA PRONTA REAZIONE DELLE VITTIME CHE, ESSENDOSI AVVEDUTE DELL’ARRIVO DEI KILLER ARMATI SÌ DAVANO A PRECIPITOSA FUGA.
IN PARTICOLARE: RUSSO SALVATORE E RUSSO VINCENZO DELIBERAVANO L’AZIONE CRIMINOSA E FORNIVANO APPOGGIO LOGISTICO ED ARMI AGLI ESECUTORI DEL DELITTO, IL VALLONE ESEGUIVA MATERIALMENTE L’ATTENTATO, IL MASTRANTONÌO FORNIVA SUPPORTO LOGISTICO ATTENDENDO GLI ATTENTATORI A BORDO DI UN MOTOVEÌCOLO ALFINE DI ASSICURARNE LA FUGA E L’IMPUNITÀ; CON L’AGGRAVANTE DI CUI ALL’ART. 7 L. 12 LUGLIO 1991 N. 203, PER AVERE COMMESSO IL FATTO AVVALENDOSI DELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL’ART. 416 BIS C.P. ED ALFINE DI AGEVOLARE IL PREDOMINIO DELL’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA DENOMINATA STIDDA, GRUPPO DÌ NISCEMI, SU QUELLA RIVALE DENOMINATA COSA NOSTRA FAMIGLIA DI NISCEMI; CON L’AGGRAVANTE DI AVER COMMESSO IL FATTO CON PREMEDITAZIONE; CON LA RECIDIVA REITERATA NEL QUINQUENNIO PER RUSSO SALVATORE, CON LA RECIDIVA SEMPLICE PER VALLONE E MASTRANTONÌO; IN NISCEMI IN DATA 3 AGOSTO 1991.

RUSSO SALVATORE, RUSSO VINCENZO, VALLONE SALVATORE E MASTRANTONÌO SALVATORE
d) DELITTO P. E P. DAGLI ARTI. 61 N. 2. 81 CPV, 110 C.P. E ARTI. 2, 4 E 7 LEGGE NR. 895Z67, PERCHÉ, IN CONCORSO TRA LORO, CON PIÙ AZIONI ESECUTIVE DEL MEDESIMO DISEGNO CRIMINOSO, AL FINE DI COMMETTERE IL DELITTO DI CUI AL CAPO CHE PRECEDE, IN ASSENZA DI LICENZA, DETENEVANO E PORTAVANO IN LUOGO PUBBLICO UNA PISTOLA SEMIAUTOMATICA CALIBRO 7,65 MM CORTO ED UNA PISTOLA SEMIAUTOMATICA CALIBRO 9 MM CORTO;
CON L’AGGRAVANTE DI CUI ALL’ART. 7 L. 12 LUGLIO 1991 N. 203, PER AVERE COMMESSO IL FATTO AVVALENDOSI DELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL’ART. 416 BIS C.P. ED ALFINE DI AGEVOLARE IL PREDOMINIO DELL’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA DENOMINATA STIDDA, GRUPPO DI NISCEMI, SU QUELLA RIVALE DENOMINATA COSA NOSTRA FAMÌGLIA DI NISCEMI; IN NISCEMI IN DATA 3 AGOSTO 1991.

MADONIA GIUSEPPE, ARGENTI EMANUELE, PITROLO ANTONINO, EMMNANUELLO NUNZIO E PASSARO GIOVANNI
e) PER IL DELITTO DI CUI AGLI ARTI. 110 E 575 E 577 N. 3 C.P., PER AVERE, IN CONCORSO TRA LORO, CAGIONATO LA MORTE DI CAMPIONE SALVATORE, CON CONDOTTA MATERIALMENTE ESEGUITA DA EMMANUELLO NUNZIO E PASSARO GIOVANNI CHE, UTILIZZANDO DUE PISTOLE SEMIAUTOMATICHE CALIBRO 9, ESPLODEVANO AL SUO INDIRIZZO REITERATI COLPI D’ARMA DA FUOCO ATTINGENDOLO IN VARIE PARTI DEL CORPO CON ESITO FATALE;
IN PARTICOLARE:
* MADONÌA GIUSEPPE ED ARGENTI EMANUELE, QUALI MANDANTI E CONCORRENTI MORALI, RISPETTIVAMENTE NELLE QUALITÀ DI RAPPRESENTANTE PROVINCIALE DI COSA NOSTRA NISSENA E DI RAPPRESENTANTE DEL MANDAMENTO DI GELA, NE AUTORIZZAVANO L’UCCISIONE;
* PITROLO ANTONINO, QUALE MANDANTE E MATERIALE, DELIBERAVA L’AZIONE CRIMINOSA CHIEDENDO AIUTO, PER L’ATTUAZIONE DEL PROGETTO CRIMINOSO, ALLA FAMIGLIA MAFIOSA DI GELA CUI FORNIVA IL NECESSARIO SUPPORTO MATERIALE IN SEDE DI INDIVIDUAZIONE DELLA VITTIMA E DI ESECUZIONE;
* EMMANUELLO NUNZIO E PASSARO GIOVANNI, QUALI ESECUTORI MATERIALI COMPIVANO LA CONDOTTA SOPRA SPECIFICATA;
CON L’AGGRAVANTE DI AVER COMMESSO IL FATTO CON PREMEDITAZIONE; CON L’AGGRAVANTE DI CUI ALL ‘ART. 7 L 12 LUGLIO 1991 N. 203. PER AVERE COMMESSO IL FATTO AVVALENDOSI DELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL’ART. 416 BIS C.P. ED ALFINE DI OTTENERE IL PREDOMINIO DELL’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA DENOMINALA “COSA NOSTRA “SU QUELLA RIVALE DENOMINATA “STIDDA”;
CON L’AGGRAVANTE DI CUI ALI ART. 7 DELLA L. 31 MAGGIO 1965 N. 575 PER EMMANUELLO PER AVER COMMESSO IL FATTO DURANTE IL PERIODO DI SOTTOPOSIZIONE ALLA MISURA DI PREVENZIONE DELLA SORVEGLIANZA SPECIALE DI P.S. CON DIVIETO DI DIMORA NELLE REGIONI SICILIA, CALABRIA, PIEMONTE E LOMBARDIA ED OBBLIGO QUOTIDIANO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G.;
CON LA RECIDIVA REITERATA SPECIFICA NEL QUINQUENNIO PER PASSARO, CON LA RECIDIVA REITERATA NEL QUINQUENNIO PER EMMANUELLO E PER PITROLO; IN TERRITORIO DI NISCEMI IN DATA 8 SETTEMBRE 1991.

MADONIA GIUSEPPE, ARGENTI EMANUELE, PITROLO ANTONINO, EMMNANUELLO NUNZIO E PASSARO GIOVANNI
F) PER IL DELITTO DI CUI AGLI ARTI 110, 56, 575 E 577 N. 3 C.P., PER AVERE, IN CONCORSO TRA LORO, COMMESSO ATTI IDONEI DIRETTI IN MODO NON EQUIVOCO A CAGIONARE LA MORTE DI ARCERITO GIANFRANCO, CON CONDOTTA MATERIALMENTE ESEGUITA DA EMMANUELLO NUNZIO E PASSARO GIOVANNI CHE, UTILIZZANDO DUE PISTOLE SEMIAUTOMATICHE CALIBRO 9. ESPLODEVANO AL SUO INDIRIZZO REITERATI COLPI D’ARMA DA FUOCO; EVENTO NON REALIZZATOSI PER LA PRONTA REAZIONE DELLA VITTIMA CHE, DOPO I PRIMI SPARI, SI DAVA A PRECIPITOSA FUGA RIPARANDO ALI ‘INTERNO DI UN ‘ABITAZIONE PRIVATA;
IN PARTICOLARE:
* MADONIA GIUSEPPE ED ARGENTI EMANUELE, QUALI MANDANTI E CONCORRENTI MORALI, RISPETTIVAMENTE NELLE QUALITÀ DI RAPPRESENTANTE PROVINCIALE DI COSA NOSTRA NISSENA E DI RAPPRESENTANTE DEL MANDAMENTO DI GELA, NE AUTORIZZAVANO L’UCCISIONE;
* PITROLO ANTONINO, QUALE MANDANTE E CONCORRENTE MORALE, INDIVIDUAVA LA VITTIMA E DELIBERAVA L’AZIONE CRIMINOSA CHIEDENDO AIUTO, PER L’ESECUZIONE, ALLA FAMÌGLIA MAFIOSA DI GELA ;
* EMMANUELLO NUNZIO E PASSARO GIOVANNI QUALI ESECUTORI MATERIALI, COMPIVANO LA CONDOTTA SOPRA SPECIFICATA;
CON L’AGGRAVANTE DI AVER COMMESSO IL FATTO CON PREMEDITAZIONE;
CON L’AGGRAVANTE DI CUI ALL’ART. 7 L. 12 LUGLIO 1991 N. 203, PER AVERE COMMESSO
IL FATTO AVVALENDOSI DELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL’ART. 416 BIS C.P. ED AL FINE DI OTTENERE IL PREDOMÌNIO DELL’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA DENOMINATA “COSA NOSTRA SU QUELLA RIVALE DENOMINATA “STIDDA”;
CON L’AGGRAVANTE DI CUI ALL’ART. 7 DELLA L. 31 MAGGIO 1965 N. 575PER L’EMMANUELLO PER AVER COMMESSO IL FATTO DURANTE IL PERIODO DI SOTTOPOSIZIONE ALLA MISURA DI PREVENZIONE DELLA SORVEGLIANZA SPECIALE DI P.S. CON DIVIETO DI DIMORA NELLE REGIONI SICILIA, CALABRIA. PIEMONTE E LOMBARDIA ED OBBLIGO QUOTIDIANO DI PRESENTAZIONE ALLA P.G;
CON LA RECIDIVA REITERATA SPECIFICA NEL QUINQUENNIO PER PASSARO. CON LA RECIDIVA REITERATA NEL QUINQUENNIO PER EMMANUELLO E PER PITROLO; IN TERRITORIO DI NISCEMI IN DATA 8 SETTEMBRE 1991.

EMMANUELLO NUNZIO E PASSARO GIOVANNI
G) DELITTO P. E P. DAGLI ARTI. 61 N. 2, 81 CPV, 110 C.P. E ARTI. 2, 4 E 7 LEGGE NR. 895Z67. PERCHÉ, IN CONCORSO TRA LORO, CON PIÙ AZIONI ESECUTIVE DEL MEDESIMO DISEGNO CRIMINOSO, AL FINE DI COMMETTERE IL DELITTO DI CUI AL CAPO CHE PRECEDE, IN ASSENZA DI LICENZA, DETENEVANO E PORTAVANO IN LUOGO PUBBLICO DUE PISTOLE SEMIAUTOMATICHE CALIBRO 9;
CON L’AGGRAVANTE DI CUI ALL’ART. 7 L. 12 LUGLIO 1991 N. 203, PER AVERE COMMESSO IL FATTO AVVALENDOSI DELLE CONDIZIONI PREVISTE DALL’ART. 416 BIS C.P. ED AL FINE DI AGEVOLARE IL PREDOMINIO DELL’ORGANIZZAZIONE MAFIOSA DENOMINATA STIDDA, GRUPPO DI NISCEMI, SU QUELLA RIVALE DENOMINATA COSA NOSTRA FAMIGLIA DI NISCEMI; IN NISCEMI IN DATA 3 AGOSTO 1991.