GELA (CALTANISSETTA) (ITALPRESS) – La Polizia di Stato a Gela ha eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia, Procura della Repubblica di Caltanissetta, nei confronti di un gelese di 43 anni, indagato per detenzione illegale di ordigni esplosivi, detenzione di sostanze stupefacenti, di arma clandestina e di munizioni, aggravati dal metodo mafioso.
Il fermato, già sottoposto in passato alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per reati di mafia e attualmente in regime di affidamento ai servizi sociali, è stato catturato ieri mattina dai poliziotti della Squadra Mobile e della Squadra Investigativa del Commissariato di P.S. di Gela, dopo una fuga durata diversi giorni.
Giovedì scorso, infatti, a Gela l’uomo, speronando una vettura di servizio della Polizia di Stato, era riuscito a sottrarsi al controllo degli investigatori impegnati in una perquisizione finalizzata alla ricerca di armi. Dopo la fuga, sono state immediatamente attivate le ricerche, finalizzate al suo rintraccio.
Le perquisizioni domiciliari eseguite giovedì scorso in due immobili nella disponibilità dell’uomo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, fondata su concreti elementi, avevano permesso di rinvenire materiale illecito di diversa tipologia. In un garage nel centro storico della città sono stati rinvenuti e sequestrati 344 grammi di cocaina, sostanze da taglio e 13 ordigni esplosivi artigianali ad elevato potenziale offensivo.
Il locale era stato allestito a vero e proprio laboratorio per il confezionamento della droga. Gli agenti hanno, infatti, sequestrato anche una pressa per la formazione dei panetti di stupefacente, un bilancino di precisione, un frullatore per la miscelazione delle sostanze e diversi sacchetti di cellophane. Una successiva perquisizione, eseguita in un locale adibito a forno per la panificazione, a lui riferibile, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, ha permesso di rinvenire e sequestrare una pistola semiautomatica con matricola abrasa, calibro 7,65 e 44 cartucce dello stesso calibro.
I sequestri degli ordigni esplosivi confermano, ancora una volta, l’estrema pericolosità della criminalità organizzata del Distretto giudiziario di Caltanissetta che continua a detenere ingenti quantità di armi e di esplosivi; estrema pericolosità rafforzata dalla subcultura “corleonese”, e cioè di estrema propensione alla violenza, in più occasioni rilevata nel corso delle indagini anche degli ultimi anni.
IL VIDEO
-Foto screenshot video Polizia di Stato-
(ITALPRESS).

