In Italia, il 47% degli studenti quindicenni ha dichiarato di utilizzare chatbot IA come supporto all’apprendimento almeno una volta alla settimana (media Ocse: 46%). Gli studenti ricorrono frequentemente all’IA anche per svolgere ricerche preliminari su un nuovo argomento (Italia: 39%; media Ocse: 31%), per riassumere testi assegnati (Italia: 36%; media Ocse: 30%) e per elaborare bozze di testi per compiti di scrittura (Italia: 30%; media Ocse: 29%). Solo il 9% degli studenti ha dichiarato di non utilizzare mai o quasi mai chatbot IA per le attività scolastiche (media Ocse: 14%).
E’ quanto emerge nel report Ocse Pisa pubblicato oggi. Dallo studio emerge inoltre che in Italia, gli studenti trascorrono in media 2 ore al giorno utilizzando dispositivi digitali a scuola per attività di apprendimento (media Ocse: 1,7 ore). Allo stesso tempo, una quota non trascurabile dell’uso dei dispositivi da parte degli studenti durante le giornate scolastiche è dedicata ad attività non legate all’apprendimento: gli studenti in Italia hanno riferito di impiegare 1,5 ore al giorno nell’uso di dispositivi digitali a scuola per svago (media Ocse: 1,1 ore).
Il 37% degli studenti italiani ha dichiarato che i propri compagni si distraggono spesso a causa dell’uso di dispositivi digitali durante la maggior parte o tutte le lezioni di scienze (media Ocse: 28%). In media, nei paesi Ocse, gli studenti che hanno segnalato distrazioni digitali durante le lezioni di scienze ottengono punteggi inferiori di 11 punti in questa disciplina rispetto a coloro che non hanno segnalato queste distrazioni. In Italia, il divario è di 13 punti. In media, nei paesi Ocse, gli studenti che frequentano scuole in cui l’uso del cellulare non è consentito all’interno dell’istituto hanno una probabilità inferiore di circa il 13% di segnalare distrazioni digitali. Nel 2025, il 63% degli studenti in Italia frequentava scuole che adottavano questo divieto (media Ocse: 49%), un dato in netto aumento rispetto al 2022.

