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Terrorismo, l’ordinanza del gip: “Il 16enne arrestato pronto a unirsi alla guerra santa, è pericoloso”

AdnKronos

Terrorismo, l’ordinanza del gip: “Il 16enne arrestato pronto a unirsi alla guerra santa, è pericoloso”

Ven, 07/08/2026 - 14:19

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(Adnkronos) – Il 16enne comasco arrestato per terrorismo internazionale e propaganda jihadista e neonazista dalla Digos era pronto a unirsi alla 'guerra santa'. E' quanto emerge nella misura cautelare firmata dalla gip del Tribunale per i Minorenni di Milano Laura Margherita Pietrasanta. Dalle investigazioni svolte "è chiaramente emerso" come il minore "abbia non solo preso parte a gruppi online di propaganda e addestramento alla 'guerra santa' nonché di incitamento al martirio nel nome di Allah nonché alla violenza per motivi razziali ed etnici" – prendendo visione e scaricandoli sul proprio cellulare – "ma abbia anche esposto" agli amici 'virtuali' "pensieri e volontà collimanti con i fine dell'associazione". Nelleconversazioni online"ha in più occasioni manifestato la propria volontà di unirsi, una volta raggiunta la maggiore età, ai combattenti, finalità alla quale l'indagato si stava già concretamente preparando, come si desume dalla visione e condivisione di video di esecuzione e contenenti istruzioni per la creazione di ordigni esplosivi", si legge nel provvedimento. Il minore "mostrando particolare astuzia e pervicacia", si è così inserito "stabilmente in gruppi di condivisione di materiale a carattere estremista (sia di tipo islamico che di tipo suprematista), condividendone le ideologie, scaricando e condividendo contenuti e intrattenendo conversazioni con utenti di spiccato allarme sociale". Per la giudice "particolarmente significativo, sotto il profilo della pericolosità dell'indagato, è non solo la chiara volontà" di partecipare alle piattaforme online "senza poter essere individuato dalle forze dell'ordine", ma anche "l'ottenimento e la condivisione di contenuti via via più violenti e attinenti ad una partecipazione attiva alla 'Guerra santa'". Il sequestro di "plurimi e diversificati materiali" rende evidente come non ci si trovi di fronte a un episodio isolato, ma siano "espressione di una pericolosa inclinazione a delinquere dell'indagato, tale da rendere concreto e attuale il rischio di reiterazione criminosa". Per la gip l'unica misura possibile, come richiesto dalla Procura, è il carcere. Un ragazzo "schivo e poco incline al dialogo con i coetanei": è questo il ritratto del 16enne arrestato dalla Digos per terrorismo internazionale e propaganda jihadista e neonazista. Nella misura cautelare con cui è stato disposto il carcere dalla gip del Tribunale per i Minorenni di Milano Laura Margherita Pietrasanta si ricostruisce la sua vita online tra piattaforme difficili da rintracciare e la condivisione di video, immagini e audio in cui inneggia alla Guerra santa o pubblica simboli nazisti come la svastica o il numero 88 e la scritta 'White power'. Il suo cellulare restituisce un account associato ad un'immagine del profilo raffigurante la bandiera dello Stato Islamico con sopra di essa due armi lunghe, presumibilmente kalashnikov. Nelle conversazioni con un altro account a cui il minore si rivolge utilizzando l'espressione 'heil Hitler', il 16enne "condivideva immagini e contenuti riconducibili alla propaganda di matrice antisemita e neonazista oltre ad un filmato raffigurante due soggetti con il volto travisato e abbigliamento di tipo militare, ripresi all'interno di un locale chiuso, sul cui sfondo risultava esposta una bandiera dello Stato Islamico (Isis)". Sempre intercettato il giovane afferma che "se fai saltare in aria i loro genitori aspettati che più persone radicali ti accolgano". Nella stessa conversazione in inglese dichiara: "Se avessi due anni in più, farei parte di loro". Nel corso della conversazione, l'interlocutore "condivideva ripetutamente contenuti multimediali di estrema violenza riconducibili alla propaganda dello Stato Islamico, tra cui video raffiguranti decapitazioni, soggetti armati che posano accanto ai corpi delle vittime come fossero trofei di guerra e ulteriori scene di esecuzioni e violenze perpetrate dall'organizzazione terroristica". Immagini, di fronte ai quali, "non manifestava alcuna forma di dissociazione o riprovazione rispetto ai predetti contenuti, ma proseguiva l'interlocuzione con naturalezza, condividendo a propria volta materiale della medesima matrice ideologica e utilizzando espressioni che evidenziano una marcata vicinanza alla narrativa dello Stato Islamico".       
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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