Si svolgerà domenica prossima, 9 agosto, a Milena, il “Paese delle Robbe” in Provincia di Caltanissetta, la festa di Sant’Antonio Abate, giunta alla sua 130sima edizione consecutiva. Un appuntamento di fede e di folclore che nella seconda domenica di agosto di ogni anno rappresenta il clou dell’estate milenese. Per il diciannovesimo anno consecutivo l’organizzazione dell’evento è curata dall’apposito Comitato, con il contributo dell’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco, Dott. Claudio Cipolla e la regia dell’Arciprete Parroco di Milena, il giovane sacerdote sancataldese, Don Gianluca Tirrito, insediatosi proprio un anno fa. Anche quest’anno, la festa mantiene intatto tutto il programma degli appuntamenti che scandiranno l’intera giornata di domenica, 9 agosto e che comprende, tra gli altri, il suggestivo Corteo mattutino delle offerte votive (dette “Purmisioni”) che muoverà alle ore 10.30 e al quale prenderà parte anche il caratteristico porcellino, simbolo universale del Santo protettore di tutti gli animali. A seguire, la Benedizione di tutti gli animali domestici sul sagrato della Chiesa Madre e, nel pomeriggio, la solenne Processione pomeridiana per le vie del paese, preceduta dalla Celebrazione eucaristica officiata, per l’occasione, dal Vicario generale della Diocesi nissena, il Rev. Sac. Don. Onofrio Castelli. Il tutto all’interno di una cornice allietata dalle note della Banda musicale, dal rullo tradizionale dei tamburi e dai due spettacoli pirotecnici, alle 20.30 e alle 01.00.La ricorrenza di S. Antonio Abate – afferma il Presidente del Comitato, Luca Caldiero – assume quest’anno un carattere significativo, in quanto ricorrono i 130 anni dalla realizzazione, da parte dello scultore napoletano Francesco Biangardi (lo stesso che ha realizzato le famose “Vare” del Giovedì Santo di Caltanissetta) della statua di S. Antonio Abate, opera in legno di pregevolissima fattura. E’ curioso notare come 130 anni fa, la comunità di Milocca abbia deciso di realizzare, come prima opera scultorea destinata ad abbellire la nuova Chiesa della borgata, una statua di S. Antonio Abate, in luogo di quella di San Giuseppe, considerato il Patrono del Paese oppure della Vergina Maria al quale era intitolata la nuova Chiesa. Peraltro, le poche fonti a disposizione raccontano di un movimento popolare che, anche a discapito delle volontà delle Autorità ecclesiastiche locali, promosse con insistenza la realizzazione di una statua di S. Antonio Abate, rivolgendosi al più noto scultore dell’epoca presente in zona. Anche per questo, la festa di S. Antonio Abate è così sentita dal popolo milenese perché essa, sin dalle sue origini primordiali, nasce “dal basso”, ossia direttamente dalla volontà popolare e dunque: festa di popolo, festa di Dio!
di Redazione 3
Mar, 04/08/2026 - 08:31

