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Caltanissetta. Il valore della scelta: studenti incontrano il prefetto Cortese nel 36° anniversario dell’uccisione di Rosario Livatino

Redazione

Caltanissetta. Il valore della scelta: studenti incontrano il prefetto Cortese nel 36° anniversario dell’uccisione di Rosario Livatino

Lun, 21/09/2026 - 17:53

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Si è svolto questa mattina “Il valore della scelta – Vita, lotta e legalità nel racconto di Renato Cortese“, l’evento che, al Teatro Margherita, ha ricordato il 36° anniversario dell’uccisione del giudice Rosario Livatino.

L’incontro, organizzato e promosso dal Comune di Caltanissetta, ha avuto come principali destinatari, le scuole secondarie di secondo grado. Sono proprio i giovani che, come ha sottolineato il vicesindaco Giovanna Candura all’apertura dell’evento, devono “combattere la mentalità della violenza senza adeguarsi alle scelte, talvolta sbagliate, degli altri e sostenere con coraggio la via della legalità“.

La mattina si è aperta con un’esibizione a tema del coro degli studenti del Liceo Manzoni – Juvara di Caltanissetta. Un esempio di come la cultura della legalità possa viaggiare attraverso diverse forme comunicative, compresa quella della musica.

Il vicesindaco Candura, ha anche ringraziato le autorità, i dirigenti scolastici e gli studenti che, con la loro presenza, hanno dimostrato di aver compreso l’importanza dell’incontro.

L’assessore alla Comunicazione Beniamino Pier Paolo Olivo, intervenendo dal palco, ha letto il messaggio del Magistrato Ottavio Sferrazza, sostituto procuratore a Caltanissetta e tra i primi ad accorrere sul luogo dell’agguato quando fu assassinato il giudice Rosario Livatino. Il PM, impossibilitato a partecipare di presenza, ha voluto comunque far pervenire un messaggio ringraziando per l’invito il Comune di Caltanissetta, l’assessore alla Pubblica Istruzione Vincenzo Lo Muto e incoraggiato i giovani presenti a perseguire con coraggio i valori della legalità.

A seguire il prefetto Renato Cortese, intervistato durante l’incontro dal giornalista Salvo Toscano, ha ripercorso le fasi che hanno portato alla cattura del super latitante Bernardo Provenzano, uno dei capi più potenti di Cosa nostra.

Una narrazione fluida che, alternando la rievocazione di aneddoti, stratagemmi investigativi ed estratti di documentari con video e audio originali, ha saputo mantenere alta l’attenzione dei ragazzi presenti. Il giovane pubblico è rimasto affascinato dal coraggio che uomini e donne delle istituzioni hanno scelto di mettere al servizio della legalità. Un impegno quotidiano che, allora come oggi, è necessario per garantire una società più giusta e libera dalle oppressioni.

Il Prefetto ha ricordato gli ultimi giorni prima della cattura e di come tutta la squadra impegnata nell’operazione, abbia sacrificato tempo e relazioni personali per catturare il boss.

Al temine della narrazione, un applauso spontaneo dalla sala ha confermato come l’efficacia dello Stato e la coerenza delle istituzioni è un seme presente e sempre pronto a germogliare.

Scegliere è una delle cose più difficili che l’uomo è chiamato a fare” aveva dichiarato il giudice Rosario Livatino, durante una conferenza nel 1986. Un atto di coraggio che ancora oggi, i presenti hanno invitato ad assumere nella quotidianità.

Contro la mafia non bisogna lasciare esporre solo le istituzioni – ha sottolineato il giornalista Salvo Toscano -. Il compito di difendere il valore della legalità spetta anche a noi cittadini”.

L’incontro si è concluso con gli studenti che hanno rivolto al prefetto Cortese delle domande sul valore della legalità e l’eredità che ancora oggi viene tramandata da chi ha sacrificato la propria vita per far vincere la giustizia.

Le scelte fatte dagli uomini che hanno creduto nel valore della legalità erano e continuano a essere una vera minaccia per i mafiosi perché comporta la perdita di quel sostegno sociale necessario ad affermare il loro dominio – ha concluso Cortese -. Voi giovani dovete essere liberi, camminare con la schiena diritta e non voltarvi mai dall’altra parte. Davanti un’arroganza o un sopruso bisogna reagire. La legalità non è qualcosa che si impara o si insegna ma una scelta quotidiana che si può manifestare nelle piccole azioni che adottiamo, nelle amicizie che vogliamo coltivare, nelle mani che scegliamo di non stringere se non sono oneste o, semplicemente, nel coraggio di schierarsi senza mai voltarsi dall’altra parte quando, accanto a noi, qualcuno subisce un torto“.

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