(Adnkronos) – Giù le mani da 'Report'. Il messaggio arriva dal Cdr del Tg3 che interviene con una nota per sottolineare che "le giornaliste e i giornalisti del Tg3 assistono basiti e preoccupati dall’operazione di attacco portato contro un intero programma di punta di Rai3. La vicenda giudiziaria di Ranucci farà il suo corso, la magistratura accerterà ogni aspetto di un’inchiesta che lo vede attualmente solo vittima. A prescindere da questo, è inaccettabile che ciò diventi il pretesto per distruggere un programma che è una parte fondamentale della storia del servizio pubblico in Italia. 'Report' è le sue inchieste: conta solo se quello che ha rivelato è vero o falso. E quello che ha rivelato ha resistito sempre al vaglio di ogni querela di parte, oltre a ottenere enormi ascolti a fronte di budget limitati. Crediamo quindi che sia proprio questo a dare fastidio". "La pubblicazione di costi lordi di produzione (comprensivi di spese di trasferte, hotel, troupe ecc) spacciati per compensi degli inviati è l’ennesima prova di malafede – continua la nota – Colpisce infine, ma non stupisce, che la campagna più accanita contro 'Report' venga portata avanti da una testata appartenente al gruppo editoriale direttamente concorrente di Rai3, che da mesi erode il pubblico della nostra rete, cioè anche il nostro. A noi il disegno pare fin troppo chiaro. Allora diciamo ancora una volta ai dirigenti della nostra azienda, a prescindere da Ranucci: salviamo Rai3, non muoia Rai3, viva Rai3". Interviene anche la Fnsi. "Ci sono momenti in cui è meglio ascoltare che parlare. Questa infinita polemica ferragostana sul caso Lavitola – Ranucci – Report è uno di quelli. La segreteria della Federazione nazionale della stampa ha deciso di non entrare nel lavoro della magistratura che sta ricostruendo la trama dell’attentato a Ranucci, così come è stato deciso di non commentare i rapporti tra Ranucci e Lavitola. Ci saranno tempo e modo per fare le necessarie valutazioni, anche sul piano deontologico. Il giorno dopo l’attentato, Fnsi era in via Teulada, insieme a tanti altri, per portare la solidarietà a Ranucci e alla redazione di Report. Ma nessuno della Fnsi salì, qualche giorno dopo, sul palco organizzato in piazza Santi Apostoli dalla politica, quella stessa politica che, quando ne ebbe la possibilità, non mosse un dito per liberare l’informazione italiana dalle querele temerarie. Bisogna mantenere la giusta distanza, per parafrasare Saviano". Così, in un lungo post sui social, la segretaria nazionale dell'Fnsi, Alessandra Costante. "Serve obiettività – prosegue Costante – Fnsi è il sindacato dei giornalisti, non una tifoseria da curva: difende i diritti dei colleghi tutti e la libertà di informazione; difende Report, straordinario programma di informazione che deve essere patrimonio di ogni cittadino italiano, così come difende i cronisti da 5 euro al pezzo. Partendo da questo presupposto non possono esserci notizie o documenti che abbiano più dignità di altri di essere pubblicati. Ogni giornalista fa il proprio mestiere e se ne assume la responsabilità e, in nome della libertà di informazione che difendiamo ovunque, non possono esserci zone franche: per Fnsi la battaglia contro i bavagli vale sempre, non a corrente alternata". "E bene fa l’Usigrai a chiedere con insistenza i dati sui costi e sui numeri dei programmi: la Rai è un’azienda pubblica e come tale deve essere tenuta alla trasparenza totale. Ovviamente tutti possono parlare (a titolo personale) di ciò che vogliono, ma la posizione di Fnsi è questa. Ne va della nostra indipendenza di giornalisti, della reputazione del giornalismo di inchiesta e della sua sopravvivenza", conclude Costante.
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Attentato Ranucci, Cdr Tg3: “Giù le mani da ‘Report’, inchiesta non sia pretesto per distruggere il programma”
Mar, 18/08/2026 - 18:06
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