Prosegue, e resta avvolta nel mistero, la campagna anonima di cartoline contro la mafia avviata a Palermo. Dopo i messaggi affissi nei quartieri Uditore, San Lorenzo, Tommaso Natale e Acquasanta rivolti ai boss mafiosi scarcerati, nella notte nuove cartoline, con la stessa veste grafica ma un contenuto diverso, sono state affisse nel quartiere Zen. Dell’iniziativa non è stata rivendicata la paternità e non si conosce chi ci sia dietro la campagna. Le nuove cartoline sono rivolte ai giovani del quartiere dove la criminalità organizzata continua a reclutare manovalanza e riportano la scritta: “Se lavori per un mafioso, il tuo stipendio si chiama carcere”. Gli adesivi sono stati affissi sui pali della luce, sulle cabine Enel e in diversi luoghi simbolici del quartiere: nei pressi del bar Cheri, vittima di intimidazioni, allo Zen 2 vicino alla scuola Giovanni Falcone, all’ingresso della parrocchia San Filippo Neri, in passato presa di mira con attentati e in piazza Gino Zappa. Le nuove affissioni arrivano a poche ore dall’operazione delle forze dell’ordine che ha portato allo smantellamento della cosiddetta banda dei kalashnikov. (ANSA).
“Se lavori per un mafioso, il tuo stipendio si chiama carcere”, cartoline contro la mafia affisse nel quartiere Zen a Palermo
Mar, 14/07/2026 - 10:34
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