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La storia. Il Bar Sferrazza compie 100 anni: il 18 luglio gran festa della comunità per un simbolo della Montedoro che lavora

Redazione 1

La storia. Il Bar Sferrazza compie 100 anni: il 18 luglio gran festa della comunità per un simbolo della Montedoro che lavora

Lun, 13/07/2026 - 09:25

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MONTEDORO. Cento anni e non dimostrarli affatto. Il prossimo 18 luglio il Bar Sferrazza festeggerà un compleanno storico: i suoi primi cento anni. Lo storico Caffè montedorese, da sempre icona di prelibatezze e sapori sapientemente tramandati da tre generazioni, nacque in un caldo pomeriggio di luglio di un secolo fa.

Era il 18 luglio del 1926 quando Ireneo Sferrazza e la moglie Francesca Guarneri aprirono al pubblico il loro locale in via Garibaldi 54. Un’ubicazione non casuale, in quanto lì c’era la fermata delle carrozze e il fondaco, e lì, negli anni quaranta, cominciò ad esserci anche la fermata dei primi autobus. Il locale, come ha raccontato Maurizio, l’attuale titolare, figlio di Luigi e nipote di Luigina, storica conduttrice del bar per oltre 75 anni, allora era nato prima di tutto come “gazzoseria” nella quale si producevano e vendevano gazzose.

Ireneo Sferrazza e la moglie

La famiglia di Ireneo Sferrazza era numerosa e c’era bisogno di inventarsi qualcosa di originale per campare i dieci figli che la prolifica coppia aveva. Fu così che venne creata una gazzoseria che, nelle intenzioni dei titolari, avrebbe dovuto dissetare i tanti operai, agricoltori e minatori, ma anche impiegati e notabili del tempo che presero a frequentare il loro bar. Dopo aver comprato il macchinario per la produzione e l’imbottigliamento, per proporre gazzose sempre freschissime, il bar Sferrazza, in assenza allora di frigoriferi, si riforniva di blocchi di ghiaccio nella vicina Racalmuto.

Foto di via Garibaldi nei primi del Novecento (foto fornita dallo storico Calogero Messana)

Un’idea che si rivelò vincente. Il bar, comunque, oltre a produrre e vendere gazzose, tra la fine degli anni venti e i primi anni trenta del secolo scorso cominciò a preparare anche i primi caffè. Ovviamente non era il caffè espresso delle macchinette che è possibile gustare oggi, ma quello alla turca, cioè un caffè che veniva preparato in un pentolino: all’interno veniva messo il caffè macinato finissimo e non filtrato veniva fatto bollire nell’acqua e poi versato nella tazzina.

La prima macchina del Caffè nel Bar Sferrazza arrivò tra la fine del 1946  e i primi del 1947: una fiammante Faema che fece girare in maniera vorticosa il giro di affari del bar. Ireneo e sua moglie Francesca, assieme alla figlia Luigina e al piccolo Luigi, ne vendettero veramente tante di gazzose e caffè in quei primissimi anni di attività. Il loro bar si rivelò redditizio al massimo.

Luigina Sferrazza e il fratello Luigi

Dei loro dieci figli, tuttavia, solo due rimasero legati ai successivi destini di quel bar: Luigina e Luigi. Quest’ultimo era il più piccolo di tutti e il solo maschietto di casa Sferrazza che sarebbe poi diventato docente di matematica, ma che non avrebbe mai perso il suo attaccamento al bar di famiglia. Luigina, in particolare, già dal 1930, quando aveva 16 anni (era nata nel 1914), aveva cominciato a lavorare nel bar di famiglia e aveva manifestato un incredibile talento anche nel campo della pasticceria e della gelateria. Le cronache del tempo la descrivono instancabile e capace di svegliarsi la mattina alle 4 per servire i primi caffè ai minatori, per poi andarsi a coricare a mezzanotte dopo aver ripulito il locale.

Preparazione della granita

Luigina aveva una grandissima passione che era quella dei dolci: ciambelle di latte e uova e pasticciotti erano le sue specialità. Ad insegnargli i trucchi della pasticceria fu il serradifalchese Luigi Licalsi, mentre un licatese gli diede la ricetta per la granita. Le altre sue sorelle, invece, non si interessarono al bar: né Angelina, né tantomeno Giuseppina, la più grande, che emigrò in America, e nemmeno Nina e Cristina che andò a vivere a Messina. Le sue ciambelle, la sua granita al limone, i suoi dolci, nel tempo, sono divenute autentiche icone di bontà, al punto che nel febbraio del 2009 i più importanti accademici e maestri pasticceri facenti parte di “Duciezio”, la prima associazione culturale di pasticceria e gelateria siciliana, l’hanno premiata alla venerabile età di 88 anni.

Fu il loro presidente Salvatore Farina, in presenza del gran maestro pasticcere Lillo De Fraia, a rendere onore alla decana delle pasticcere siciliane consegnandole una targa ricordo proprio all’interno del piccolo ma sempre suggestivo Bar Sferrazza. Un ritrovo che, nel tempo, è diventato un autentico punto di riferimento per generazioni di montedoresi e non solo. Il nipote Maurizio, che ha iniziato a lavorare al bar oltre 40 anni fa, ma che lo gestisce attualmente da solo dal 2017, dalla morte di sua zia Luigina, ha ricordato che nel loro bar veniva tanta gente da ogni parte della provincia a mangiare non solo le ciambelle di uova o la brioscia di farina bianca, ma anche lu pizzettu (gelato a pezzo che si vendeva per le feste) e poi ancora per le granite.

<Per la nostra famiglia il bar è sempre stato un simbolo di continuità, ma anche un orgoglio; un secolo di storia non si crea dal nulla, ma è un percorso di passione e sacrificio reso possibile grazie all’impegno della nostra famiglia>. Una storia lunga un secolo che sarà celebrata il prossimo 18 luglio con un evento davvero unico nel suo genere. Nell’occasione, l’evento vedrà il concerto per flauto, ewi e pianoforte dei maestri Calogero Randazzo e Vincenzo Duca che proporranno un repertorio comprendente Lionel Richie, Kenny Roger’s, Céline Dion, Fausto Leali, Amedeo Minghi, Blues da intrattenimento, Albano, Mia Martini, e poi ancora Marco Masini, Sergio Endrigo, Facchinetti, Bossa nova con Flauto Medley di Besame Mucho con Flauto e musica Latino Americana, e varie Colonne Sonore, Il Pianista sull’oceano.

Previsto anche un importante contributo da parte di una Pianista ed esperta di musica elettronica che, con la sua consueta bravura e abilità, ha creato un video sui cento anni dello storico Bar Sferrazza con immagini rare e preziose che faranno da sfondo al concerto stesso del duo Randazzo – Duca. Sarà presente all’evento anche il sindaco Renzo Bufalino che, parlando del bar Sferrazza, ha sottolineato: <Si tratta di un bar che racchiude al suo interno la memoria storica di Montedoro, un autentico presidio di sapori e prelibatezze, ma anche un simbolo della Montedoro che lavora e di attaccamento alla propria terra>.

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