Ci sono parole che riescono a raccontare il dolore più di qualsiasi cronaca. Parole che nascono dall’esperienza, dalla conoscenza diretta e da un legame umano e professionale costruito in anni di servizio condiviso.
È il caso del messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook dall’ingegnere Gianfranco Scarciotta, già comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Caltanissetta, dopo la tragica morte di Alessandro Marchì, il capoturno della Sezione D deceduto durante le operazioni di spegnimento dell’incendio in contrada Mimiani, a San Cataldo.
Con il garbo, la misura e lo stile che lo hanno sempre contraddistinto, l’ingegnere Scarciotta non si limita a ricordare Alessandro Marchi. Il suo è un tributo carico di affetto e di dolore, ma anche un forte richiamo affinché il sacrificio di chi ogni giorno indossa la divisa dei Vigili del Fuoco non venga dimenticato una volta spenti i riflettori dell’emozione.
Per il valore umano e civile di questa testimonianza, riteniamo doveroso pubblicare integralmente il messaggio dell’ingegnere Gianfranco Scarciotta.
“Ciao Alessandro, sono stato fortemente combattuto se pubblicare questa foto che, nella sua crudezza, mostra il tuo estremo sacrificio ed il composto dolore dei tuoi colleghi. In tanti ed anch’io stiamo provando ad esprimere sinceri sentimenti di cordoglio e di vicinanza ai tuoi familiari affranti dal dolore e lo stiamo facendo con il cuore in mano. Ma le parole non possono bastare a lenire ferite non rimarginabili come la tragedia odierna, a contenere la comune irrefrenabile riprovazione nei confronti dei responsabili di tutto questo, della tua morte e della devastazione dei mille roghi che in queste torride giornate hanno martoriato l’intera isola. Cos’eri in fondo, un pompiere come altri, accomunati da una vita di dedizione e di altruismo, pronti a portare aiuto a chiunque in ogni circostanza, in ogni momento del giorno e della notte, sempre. In pochi possono apprezzare veramente cosa significhi vivere fianco a fianco gli uni con gli altri, aiutarsi e proteggersi vicendevolmente, trascorrere giornate e nottate intere a battersi per portare a soluzione un intervento. Ma anche stavolta, passati questi momenti di scoramento, tutto tornerà come prima: turni sfiancanti, impegno prolungato di 24 ore nel corso delle emergenze e 12 ore di riposo e poi avanti così e avanti così. Vogliamo riflettere se possono ancora definirsi emergenze, normalità che puntualmente si ripetono tutte le estati, se possono rimanere ancora inascoltati tutti gli appelli a rivisitare gli organici, a ringiovanire il personale, se si può continuare a non pensare ad integrare i dispositivi di soccorso, se si può continuare a pretendere l’impegno di questi uomini con ritmi parossistici fino al limite delle possibilità umane: NO, NO E POI NO. Provate ad immaginarvi sotto il sole cocente, bardati di tutto punto come marziani, a combattere un incendio per 24 ore di fila. Quando giungerà il momento in cui la politica, invece di elevare fintamente ad eroi questi uomini, perché tali sono, penserà veramente alla loro pellaccia? Non bastano più le molli rivendicazioni sindacali e le sporadiche ed episodiche proteste di un personale nei fatti impotente, occorre che chi regge le sorti di questo Paese, indipendentemente dal colore politico, prenda finalmente a cuore le sorti di questa gente che per quattro soldi rischia ogni giorno la vita e si renda conto e, soprattutto, non dimentichi questa triste realtà che va raccontata qual è.”

Le parole dell’ingegnere Gianfranco Scarciotta rappresentano molto più di un semplice messaggio di cordoglio. Sono il ritratto autentico di una comunità, quella dei Vigili del Fuoco, unita da valori profondi come il senso del dovere, la solidarietà e il sacrificio. Un ricordo commosso di Alessandro Marchì, ma anche un appello affinché la sua morte non venga archiviata come una tragica fatalità. Perché il modo più vero per onorarne la memoria è fare in modo che il suo sacrificio diventi occasione di riflessione e di impegno concreto per garantire maggiore tutela a chi, ogni giorno, mette la propria vita al servizio degli altri.

