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Lussemburgo, è ufficiale: libertà di abortire in Costituzione

AdnKronos

Lussemburgo, è ufficiale: libertà di abortire in Costituzione

Mar, 16/06/2026 - 21:09

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(Adnkronos) – Il Lussemburgo inserisce il diritto all’aborto in Costituzione. Con l’approvazione definitiva dell’emendamento alla Camera dopo il primo via libera parlamentare avvenuto a marzo, il Granducato diviene il secondo Stato al mondo dopo la Francia a formalizzare l’inserimento della libertà di abortire nella carta fondamentale. La proposta di legge costituzionale, promossa nel 2024 su iniziativa di Marc Baum del partito della Sinistra (Déi Lénk) – che oggi ha parlato di “giornata storica” -, è stata approvata con una maggioranza schiacciante: cinquantuno voti favorevoli, sei contrari e due astensioni e costituisce un precedente significativo. Laurent Zeimet, capogruppo del Partito Popolare Cristiano Sociale (CSV), come riportano i media lussemburghesi, ha sottolineato che ai deputati del suo partito è stato permesso di votare secondo coscienza, mentre Taina Bofferding, capogruppo del Partito Operaio Socialista Lussemburghese (LSAP), ha descritto l’emendamento come un messaggio chiaro ai legislatori e alla società. Fred Keup, capo del Partito Riformista di Alternativa Democratica (ADR), ha bocciato la riforma come “inutile” e ha chiesto invece politiche familiari più efficaci. Di contro, Sam Tanson del Partito Verde (Déi Gréng) ha accolto con favore il voto, sostenendo che creerà una garanzia per le generazioni future. Gérard Schockmel del Partito Democratico (DP), opponendosi fermamente all’emendamento, lo ha criticato definendolo una fonte di false promesse. Schockmel ha sostenuto che la modifica non offrirebbe una vera garanzia, poiché le condizioni per l’aborto potrebbero comunque essere modificate attraverso una semplice legge.
Il testo approvato recita: “La libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza è garantita. La legge determina le condizioni nelle quali si esercita questa libertà”. In Lussemburgo è possibile abortire entro i primi tre mesi di gravidanza, ma anche più avanti in caso di gravi anomalie del feto o rischi per la vita della madre.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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