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Il ministro Piantedosi a Palermo: “La mafia tradizionale si sta riproponendo con dinamiche estorsive”. In arrivo 90 nuove unità di Polizia e Carabinieri

Redazione

Il ministro Piantedosi a Palermo: “La mafia tradizionale si sta riproponendo con dinamiche estorsive”. In arrivo 90 nuove unità di Polizia e Carabinieri

Lun, 15/06/2026 - 18:05

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PALERMO (ITALPRESS) – “Ai commercianti dico che esistono associazioni storiche, a Palermo e in tutta Italia, molto attive nella cultura della resistenza ai fenomeni estorsivi e ai fenomeni del racket. È tuttavia importante che ci sia questa sollecitazione, perché questo è un dato incontrovertibile: il bassissimo numero di denunce rispetto alle evidenze giudiziarie maturate”. Lo afferma il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, tenutasi alla Prefettura di Palermo. “Questo sicuramente non va bene e ha anche un’incidenza sulla capacità di risposta delle forze di polizia, non solo perché denunziare è molto importante ma perché consente di ottimizzare le risorse che poi devono essere in qualche modo messe in campo – aggiunge Piantedosi, – Come analizzato, anche molto più autorevolmente di me all’interno di questa riunione, che non stiamo parlando di uno Stato come quello di quarant’anni fa, con tutto il rispetto per chi ha vissuto le istituzioni pubbliche in quel periodo: adesso sia le istituzioni intorno a questo tavolo sia l’intero impianto della normativa antiracket sia lo stesso spirito associazionistico ci dicono che denunciare non è più completamente giustificato dalla paura della reazione, che ci deve essere, ma ci si deve rivolgere a chi di dovere; non c’è nessuna evidenza che possa essere dovuta a qualche mancanza da parte dello Stato o di chi lavora a fianco dello Stato in questo frangente”.

“Questa è una risposta a chi immaginava che la mafia non esistesse più a Palermo, si fosse in qualche modo cambiata o ritirata: non è così, la mafia tradizionale fa anche altre cose ma si sta riproponendo anche con queste dinamiche molto visibili di matrice estorsiva, che dobbiamo sicuramente tenere in grande considerazione. Alcune evidenze giudiziarie già maturate fanno segnare che c’è un grande attivismo di narrazione e rappresentazione del fenomeno, ma anche un bassissimo numero di denunce rispetto agli arresti fatti – continua Piantedosi, – Ci possono essere anche evidenze di qualcuno che ancora vive la suggestione e la soggezione di dover assecondare in prima battuta le richieste estorsive”.

Voglio cogliere l’occasione per evidenziare che qui a Palermo, ma in generale in Italia, lo Stato rispetto a qualche decennio fa c’è, così come ci sono un quadro normativo e professionalità che hanno dimostrato di essere all’altezza della situazione: è quindi lecito aspettarsi che non prevalgano le forme di paura e che quindi si denunzi; questo non è solo un fatto etico, ma qualcosa che abbiamo valutato e può agevolare anche una maggiore economia delle attività processuali. Se un caso di estorsione parte dalla denuncia dell’interessato, il quale può in qualche modo fornire della documentazione, è evidente che le forze di polizia impegnate su queste indagini possono in qualche modo vedersi semplificati dei compiti che altrimenti li impegneranno in maniera ulteriore rispetto alla necessità di acquisire un quadro probatorio importante”

“La riunione del Comitato è andata molto bene, nel senso che è stata un’opportunità molto importante per fare un’analisi accurata, approfondita e realistica di quelli che sono i problemi della città e dell’area metropolitana di Palermo: parliamo di una città che, con alcune variabili rispetto all’andamento nazionale, in alcuni casi più positive e in altri meno, fa registrare da un anno e mezzo a questa parte un abbassamento statistico della commissione dei reati. Per quanto riguarda le risorse messe in campo e quelle che metteremo ancora in campo, Palermo è un’area metropolitana verso la quale, dal 1 gennaio 2025 ad oggi, abbiamo destinato 850 unità di personale in più tra le tre forze di polizia, con un saldo netto positivo di 99 unità tra chi usciva, per pensionamento o altro, e chi invece è rimasto – continua Piantedosi, – Peraltro, in vista delle chiusure dei corsi per Polizia e Carabinieri, abbiamo la prospettiva di assegnazione di altre 90 unità tra luglio e agosto: alcune abbiamo deciso di anticipare ai primi di luglio. Questo è segno, secondo me, dell’impegno del Governo rispetto all’importanza di questa città e di questo contesto”.

“È stata fatta una valutazione approfondita degli scenari e dei fenomeni che ci sono qui: ci sono quelli di carattere criminale che si affrontano con l’attività di polizia giudiziaria, quelli che richiamano stagioni molto complesse e dolorose, quelli invece poi di tenuta della sicurezza urbana, disordine urbano e mala movida. Per i primi, in un giorno in cui c’è stata l’ennesima e non ultima operazione di polizia giudiziaria che ha assicurato alla giustizia persone che in qualche modo hanno a che vedere con questa recrudescenza registrata negli ultimi tempi a Palermo, ci sono evidenze giudiziarie già maturate ma anche altre attività caratterizzate da una cornice di riservatezza” prosegue Piantedosi.

“Confido molto nella capacità straordinaria che c’è in questa città tra l’autorità giudiziaria e la Procura e ringrazio De Lucia per tutti i magistrati impegnati su questi versanti e per la sinergia molto importante e professionale con i rappresentanti delle forze dell’ordine. Altre iniziative è lecito aspettarsi che matureranno: se volessimo esprimere un’indicazione di quello che sta succedendo a Palermo, è molto probabile che c’è un ricambio generazionale, con nuove generazioni che stanno cercando di affermarsi e accreditarsi, probabilmente con qualche compito di direzione da parte di qualcuno che invece sta anche in carcere. Ho potuto registrare un livello di approfondimento e conoscenza del fenomeno molto accurato, tale da far ragionevolmente confidare che a breve sarà ulteriormente all’attenzione delle forze dell’ordine e dall’autorità giudiziaria” aggiunge.

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