


MUSSOMELI – Centocinquanta. Un numero che racconta molto più di una semplice partecipazione: testimonia la fiducia delle famiglie verso un progetto che mette al centro, prima di tutto, il singolo individuo. Per Strauss, il Summer Camp TI VITTI non è solo un servizio estivo, ma una responsabilità pedagogica che si rinnova ogni anno. La chiusura della prima settimana conferma una tendenza chiara: le famiglie cercano occasioni educative capaci di accogliere e valorizzare l’identità di ogni bambino. La crescita delle adesioni, che include molte nuove famiglie, dimostra come Strauss sia diventato un punto di riferimento per chi non cerca un semplice intrattenimento, ma un luogo di crescita relazionale. «Vedere 150 bambini partecipare a TI VITTI è certamente motivo di orgoglio, ma soprattutto rappresenta una responsabilità enorme nei confronti delle famiglie che hanno scelto di affidarsi a noi», sottolinea Mario Messina, Presidente di Strauss APS. «Questo risultato ci dice che il territorio ha bisogno di spazi educativi di qualità, capaci di accompagnare la crescita dei più piccoli e di sostenere le famiglie. Per noi il campo estivo non è mai stato un semplice contenitore di attività, ma uno strumento attraverso cui costruire comunità, rafforzare legami e promuovere quei valori di partecipazione e cittadinanza attiva che sono alla base del nostro impegno associativo.» Quest’anno, il Summer Camp utilizza il viaggio nel tempo come cornice narrativa. Ma, al di là dell’espediente ludico, l’obiettivo resta preciso: riconoscere e validare l’identità di ogni partecipante. In un contesto di educazione non formale, i bambini vengono incoraggiati a scoprire le proprie attitudini, a confrontarsi con gli altri e a comprendere il valore del proprio contributo all’interno del gruppo. In questo spazio, imparare a collaborare non significa annullare le differenze, ma farle dialogare. Gestire i conflitti, ascoltare l’altro e rispettare le regole condivise sono i pilastri attraverso cui formiamo, giorno dopo giorno, cittadini attivi e consapevoli. Per Roberta Lanzalaco, Responsabile dei Processi Educativi di Strauss APS, il cuore dell’esperienza risiede proprio nella valorizzazione delle differenze: «Ogni bambino arriva al campo con la propria storia, i propri talenti e i propri tempi di crescita. Il nostro compito è creare un ambiente nel quale ciascuno possa sentirsi accolto, riconosciuto e libero di esprimersi. Attraverso il gioco, la cooperazione e le attività di educazione non formale lavoriamo affinché i bambini imparino a conoscere se stessi, a relazionarsi con gli altri e a scoprire che le differenze non sono un ostacolo, ma una ricchezza per tutto il gruppo. È da qui che nasce una comunità realmente inclusiva.»

