Il gip di Caltanissetta, Santi Bologna, si e’ riservato la decisione sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Caltanissetta nei confronti dell’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri indagato per le stragi del 1992. Nell’inchiesta era indagato, per lo stesso reato, Silvio Berlusconi, la cui posizione e’ stata archiviata dopo la sua morte, avvenuta nel giugno del 2023. Presenti in aula, i legali dell’ex esponente politico, gli avvocati Filippo Dinacci e Francesco Centonze, l’avvocato Fabio Trizzino, legale dei figli del giudice Paolo Borsellino e l’avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino.
Repici si e’ opposto alla richiesta di archiviazione. Il procedimento venne aperto prendendo spunto dai contenuti di un’intervista rilasciata dal giudice Paolo Borsellino il 21 maggio del 1992 a una televisione francese in cui il magistrato parlava dei rapporti tra Vittorio Mangano e il senatore Marcello Dell’Utri. L’ipotesi, che secondo quanto emerso non ha trovato riscontri, e’ che l’intervista potesse essere un possibile movente dell’accelerazione della strage di via D’Amelio, compiuta 57 giorni dopo quella di Capaci.
La richiesta di archiviazione, depositata a gennaio, e’ stata firmata dal procuratore Salvatore De Luca, dall’aggiunto Pasquale Pacifico e dai pm Nadia Caruso, Davide Spina e Claudia Pasciuti. Per la procura, “non vi e’ alcuna prova che l’intervista resa il 21 maggio 92 dal dott. Paolo Borsellino all’emittente francese Canal plus fosse nota ad esponenti di cosa nostra nel periodo antecedente alla strage di via D’Amelio, ne’ vi e’ prova che la stessa fosse nota a Dell’Utri e da questi possa essere stata veicolata ai vertici dell’organizzazione mafiosa e non vi e’, conseguentemente, alcuna prova che detta intervista possa essere stata la causa principale o una delle concause della nota accelerazione della strage di via D’Amelio”.
I magistrati evidenziano inoltre “che essendo decorsi i termini di durata massima delle indagini preliminari nessun ulteriore accertamento puo’ essere utilmente compiuto nell’ambito del presente procedimento”. Secondo l’avvocato Repici, “la richiesta di archiviazione arriva troppo presto, a fronte di elementi ancora non approfonditi e di connessioni rimaste sullo sfondo”. Tra gli elementi da approfondire, secondo Repici, anche i rapporti tra Dell’Utri e Giuseppe Graviano. Il legale di Salvatore Borsellino rileva che “non solo le indagini sono state lacunose ma sono state travisate le risultanze acquisite

