E’ in testa alle classifiche dell’Unione europea l’apicoltura italiana, con un patrimonio che supera 1.700.000 colonie di api il cui valore è stimato in 500 milioni di euro, secondo l’ultimo censimento della Federazione Apicoltori Italiani (Fai). Ha dunque un ruolo di protagonista il comparto mellifero nazionale nella nona “Giornata mondiale delle Api”, proclamata dall’Onu, che si celebra il 20 maggio.
Lo slogan dell’edizione 2026 – “Siate uniti per le persone e per il pianeta” – mette in evidenza la secolare collaborazione tra genere umano e api; un gioco di squadra che può far la differenza non solo nella salvaguardia dell’ambiente ma anche della stragande maggioranza della produzione agroalimentare. Lungo la Penisola “quest’anno – annuncia il presidente della Fai, Raffaele Cirone – dedichiamo la Giornata agli apicoltori e alle apicoltrici: è grazie al lavoro di oltre 77.000 allevatori che la nostra ape garantisce i fattori di produttività e sostenibilità della filiera agroalimentare. Grazie all’impollinazione delle api mellifere, si generano nel nostro Paese fino a 2 miliardi di euro di valore della produzione agroalimentare e 150 miliardi di euro di apporto ecosistemico”.
Il progetto ‘L’Alveare Parlante. Storie d’apicoltura e geografie dei mieli’, presentato al Senato, col patrocinio dell’Osservatorio Nazionale Miele, vuole ora trasformare il miele in uno strumento di narrazione dell’Italia, raccontando le storie di apicoltori e apicoltrici che, con il loro operato, contribuiscono all’eccellenza agroalimentare. “Il miele è l’ambasciatore perfetto del territorio, – ha detto Lucia Piana, biologa e responsabile scientifica dell’Osservatorio Nazionale Miele – ogni vasetto racchiude le gocce di nettare di un paesaggio specifico, catturato come in una fotografia stagionale. In Italia contiamo oltre 60 tipologie di mieli uniflorali e infiniti millefiori che esprimono identità locali uniche”.
Tuttavia, avverte Mariacristina Villani dell’Università di Padova, “nella nostra penisola abbiamo 34 specie di api native in pericolo di estinzione, è essenziale promuovere azioni concrete di divulgazione per proteggere un patrimonio naturale indispensabile alla vita e alla sicurezza alimentare”. Il progetto “Honeybees & Vineyard”, promosso da Fondazione Sostain Sicilia e realizzato dalla Fai col sostegno di Intesa Sanpaolo, ha coinvolto dieci aziende vitivinicole (Cantina Birgi, Cos, Donnafugata, Fazio, Feudo Arancio, Gorghi Tondi, Nicosia, Planeta, Principe di Corleone e Tasca d’Almerita) attraverso l’installazione di 50 alveari e l’utilizzo di api Apis mellifera come bioindicatori ambientali.
“Le api – sottolinea Alberto Tasca, presidente della Fondazione Sostain Sicilia ci aiutano a leggere la salute dei territori: dove la biodiversità è alta, cresce anche la qualità agricola e, con essa, la qualità stessa del vino. Un ecosistema ricco ed equilibrato rende la viticoltura più resiliente, sostenibile e capace di esprimere al meglio il valore del territorio”.

