A Gangi, nel cuore alto delle Madonie, ci sono mattine in cui una scuola riesce a somigliare più a un presidio culturale che a un edificio scolastico. Ieri 21 maggio, il primo piano del Liceo dell’I.S.I.S. “G. Salerno” si è trasformato in una piccola galleria d’arte: tredici tele donate da Carmelo Mocciaro, un ciclo ispirato all’opera e al pensiero di Franco Battiato, entreranno a far parte del patrimonio permanente dell’istituto. Non è una semplice donazione. È un gesto che parla di memoria, di radici, di un territorio che nella bellezza ha sempre cercato una forma di resistenza. Il titolo scelto – «La fantasia dei popoli è giunta fino a noi, non viene dalle stelle» – sembra un invito a guardare dentro ciò che resta, dentro ciò che evolve.Un museo non è solo un luogo dove si conservano opere: è un modo di stare al mondo. E a Gangi, da oggi, questo modo passa anche attraverso le tredici tele che raccontano un’amicizia, una storia siciliana, un’eredità che continua a camminare accanto ai ragazzi.All’inaugurazione presenti l’artista e l’architetto Luciano Inguaggiato, che ha offerto una lettura critica del ciclo pittorico, un viaggio tra spiritualità, ricerca interiore e quelle geografie immaginifiche che hanno attraversato la produzione del maestro Carmelo Mocciaro.Dietro queste tele c’è una storia lunga quasi mezzo secolo. Estate 1975, Palermo: un giovane Battiato, ancora lontano dalla fama, tiene un concerto. Tra il pubblico c’è Mocciaro, ventitré anni. Si conoscono, parlano, e quella notte il cantante – senza un posto dove andare – dorme a casa sua. È l’inizio di un legame che durerà una vita.«Quando dovevamo sentirci lo chiamavo in un bar di Riposto», ricorda oggi l’artista. Nel 1980 riesce a portarlo a Gangi per un concerto al cinema: cachet un milione e centomila lire, un evento che il paese non ha dimenticato. Nel 1996, Gangi gli conferirà la cittadinanza onoraria. E ogni Natale, ogni Pasqua, una telefonata. Fino al 18 maggio 2021.«Ci siamo conosciuti che io avevo 23 anni e lui 30», racconta Mocciaro. «A cinque anni dalla sua morte, ho voluto donare queste opere alla scuola: il luogo più giusto, un luogo di cultura».Oggi l’artista nato a Gangi nel 1953 vive a Favara. Le sue opere hanno raccolto recensioni importanti, da Andrea Camilleri allo stesso Battiato, che gli scrisse: «Carmelo, sei in possesso di un autentico talento pittorico».
di Redazione 3
Ven, 22/05/2026 - 09:04

