Salute

Nel 2024 in Italia 14mila nuove diagnosi di celiachia

Redazione

Nel 2024 in Italia 14mila nuove diagnosi di celiachia

Dom, 19/04/2026 - 17:54

Condividi su:

Aumentano i casi di celiachia in Italia, soprattutto perchè, dopo lo stop del periodo pandemico, le persone tornano a sottoporsi ai test: nel 2024, il numero di soggetti celiaci ha raggiunto quasi il tetto dei 280 mila pazienti (85.238 maschi e 194.274 femmine) con un saldo di oltre 14 mila nuove diagnosi e quasi 273 milioni di euro spesi dal Ssn per erogare gli alimenti senza glutine in esenzione.

I dati emergono dalla ‘Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia – anno 2024’ pubblicata sul sito del ministero della Salute. Ma i numeri, afferma l’Associazione italiana celiachia (Aic), sono sottostimati dal momento che si calcola che circa altre 300mila persone siano malate senza saperlo. Un quadro che pone delle sfide, a partire dai costi degli alimenti senza glutine, che i pazienti chiedono di abbassare. La prevalenza nazionale della celiachia è arrivata allo 0,47% della popolazione e le Regioni in cui si è registrata la prevalenza più elevata sono la Valle D’Aosta (0,59%), seguita da Toscana (0,58%) e Umbria (0,54%). “Il dato epidemiologico rassicurante che emerge – si legge nel documento – è che il numero delle diagnosi del 2024 ha superato il dato del 2019, che significa che la popolazione è tornata nei presidi sanitari per sottoporsi alle indagini diagnostiche come accadeva nel periodo pre-pandemico”.

Nel 2023 il Parlamento ha inoltre previsto lo sviluppo di un programma di screening per l’individuazione precoce dei casi di celiachia in età pediatrica. I primi risultati, se pur in scala ridotta, sono stati raccolti dall’Istituto Superiore di sanità nell’ambito di un progetto pilota che ha coinvolto 4 Regioni: Lombardia, Marche, Campania e Sardegna. In totale sono stati arruolati 5.535 bambini: il 3,9% dei bambini esaminati ha presentato un risultato potenzialmente indicativo di celiachia. Nel complesso, la celiachia ha confermato una prevalenza maggiore nella popolazione femminile con il 59,8% delle positività. L’analisi genetica ha inoltre evidenziato che il 44% dei bambini è geneticamente predisposto, con una percentuale particolarmente elevata in Sardegna (57%).

La relazione fa anche il punto sui provvedimenti previsti a favore dei pazienti. Per consentire l’accesso ai servizi di ristorazione in particolari ambiti (mense nella scuola, lavoro ecc) la legge prevede un supporto economico annuale destinato alle Regioni per la garanzia dei pasti senza glutine a chi lo richiede e per la formazione degli operatori del settore alimentare. In Italia, le persone con celiachia hanno diritto all’erogazione gratuita di alimenti senza glutine, il cui acquisto in esenzione è soggetto a un tetto di spesa mensile. Nel 2024 risulta che il Ssn ha corrisposto quasi 273 milioni di euro per supportare la dieta dei celiaci con una spesa media pro-capite di circa 975,54 euro.

Cruciale anche la formazione: nel 2024 in tutt’Italia sono stati organizzati 700 corsi con la partecipazione di 17.139 operatori. Nel 2025, si evidenzia infine nel documento, lo stanziamento per il settore è stato di 895.987,96 euro di cui 324.748,35 euro destinati alla fornitura di pasti senza glutine nelle mense e 571.239,61 destinati alla formazione. Dall’Associazione italiana celiachia (Aic), in rappresentanza dei pazienti, giungono però delle richieste precise: “Bisogna abbassare i prezzi della terapia alimentare senza glutine, perchè per le persone con celiachia la terapia non è rappresentata da pillole e farmaci ma dal cibo nel piatto”, afferma all’ANSA la direttrice generale Caterina Pilo. Attualmente, spiega, “la quota che viene garantita ai pazienti è pari a circa 100 euro al mese. Una cifra ancora sufficiente ma sulla quale iniziano a pesare i rincari generali”. Altro aspetto critico riguarda la sottostima dei casi: “In Italia sarebbero attesi circa 600mila pazienti, ma la diagnosi effettiva riguarda 280mila persone e questo significa – conclude Pilo – che ulteriori 300mila persone sono celiache ma non lo sanno”.

banner italpress istituzionale banner italpress tv