Salute

Evaso si Barrica in casa di amico e Caltanissetta trattiene il respiro

Redazione

Evaso si Barrica in casa di amico e Caltanissetta trattiene il respiro

Dom, 19/04/2026 - 14:55

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A Caltanissetta, in quella via Giuseppe Pitrè che di solito scorre quieta come un pomeriggio qualunque, l’aria si è fatta densa, elettrica, quasi irreale. Un uomo, evaso dai domiciliari come un personaggio che decide all’improvviso di uscire dal copione, si è barricato nella casa di un amico, trasformando un appartamento anonimo in un piccolo fortino urbano.

Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe abbandonato la propria abitazione — dove un braccialetto elettronico segnava il confine della sua libertà — per rifugiarsi poco dopo nell’appartamento dell’amico. Un gesto rapido, impulsivo, che ha cambiato il ritmo della città.

Poi, il dettaglio che ha fatto tremare i vetri e accelerare i respiri: alcuni testimoni giurano di aver sentito colpi di arma da fuoco. Non molti, ma abbastanza da far scendere un silenzio pesante sulle scale dei palazzi, abbastanza da spingere la polizia a invitare i residenti a chiudersi dentro, come in un romanzo in cui la strada diventa improvvisamente un confine da non oltrepassare.

L’area è stata isolata. Le pattuglie hanno preso posizione, le sirene hanno lasciato spazio a un’attesa tesa, quasi sospesa. Sul posto è arrivato anche il questore, che coordina le operazioni con lo sguardo di chi sa che ogni minuto può cambiare tutto.

E così, in una mattina di aprile, Caltanissetta si è ritrovata spettatrice di una scena che sembra uscita da un noir: un uomo asserragliato, una casa trasformata in rifugio, la città trattenuta in un respiro unico, in attesa che la storia — questa storia — trovi il suo epilogo.

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