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Caro Carburanti, Tanasi (Codacons): “Sicilia tra le Regioni più care d’Italia”

Redazione 1

Caro Carburanti, Tanasi (Codacons): “Sicilia tra le Regioni più care d’Italia”

Mer, 15/04/2026 - 06:45

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Secondo l’elaborazione del Codacons sui dati ufficiali pubblicati oggi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Sicilia si conferma tra le regioni italiane più care sul fronte dei carburanti, con prezzi superiori alla media nazionale sia per la benzina sia per il gasolio.

Il dato regionale aggiornato al 12 aprile indica nell’isola un prezzo medio della benzina self pari a 1,804 euro al litro e del gasolio self pari a 2,171 euro al litro.

Il confronto con il dato medio nazionale evidenzia una penalizzazione netta per la Sicilia. Sulla rete stradale italiana, infatti, il prezzo medio self si attesta a 1,783 euro al litro per la benzina e a 2,162 euro al litro per il gasolio. Ciò significa che nell’isola la benzina costa 2,1 centesimi al litro in più rispetto alla media italiana, mentre per il gasolio il divario è pari a 0,9 centesimi al litro.

L’elaborazione del Codacons evidenzia inoltre come la Sicilia si collochi nella fascia più alta della classifica nazionale. Per la benzina self, con 1,804 euro al litro, l’isola registra uno dei valori più elevati d’Italia, dietro Molise e Basilicata e allo stesso livello della Calabria. Anche sul fronte del gasolio la regione si colloca nelle posizioni alte della graduatoria, con 2,171 euro al litro, in linea con Lombardia e Molise e subito dietro Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Calabria.

Si tratta di una situazione che produce effetti economici pesantissimi in un territorio dove famiglie e imprese dipendono in misura strutturale dal trasporto su gomma, sia per gli spostamenti quotidiani sia per la movimentazione delle merci. Il costo dei carburanti incide direttamente sui bilanci dei cittadini, aggrava le spese di lavoratori e pendolari, colpisce artigiani, autotrasportatori e attività produttive e finisce inevitabilmente per riflettersi sui prezzi finali di beni e servizi.

“Quelli pubblicati oggi sono dati che destano enorme preoccupazione, perché certificano un livello dei carburanti che in Sicilia rischia di produrre effetti a catena su tutta l’economia dell’isola – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – In un territorio dove il trasporto su gomma incide in modo determinante sulla distribuzione delle merci, sugli approvvigionamenti, sulla mobilità dei lavoratori e sui costi delle imprese, prezzi così elevati di benzina e gasolio finiscono inevitabilmente per ripercuotersi su famiglie, consumatori e attività produttive, alimentando rincari diffusi e aggravando un quadro economico già estremamente delicato”.

“L’aumento del costo dei carburanti non colpisce soltanto chi si rifornisce, ma si riflette sull’intera filiera economica e commerciale della Sicilia, con conseguenze dirette sui prezzi al dettaglio, sui trasporti, sulla logistica, sui servizi e sulla competitività delle imprese – osserva Tanasi – Un’economia fragile e complessa come quella siciliana non può permettersi una simile pressione, che rischia di tradursi in un ulteriore impoverimento delle famiglie e in nuove difficoltà per il sistema produttivo”.

“Per questo chiediamo al Governo nazionale di intervenire con urgenza per riportare benzina e gasolio a livelli sostenibili e accettabili, adottando misure concrete capaci di alleggerire il peso che oggi grava su cittadini e imprese siciliane. Non si può lasciare la Sicilia esposta a una dinamica che rischia di provocare aumenti generalizzati e di compromettere ulteriormente consumi, commercio e tenuta economica del territorio”. – conclude Tanasi.

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