Non aveva ancora 14 anni quando, durante la festa di Carnevale, è stata violentata da un ragazzo che ne avrebbe compiuti 18 qualche settimana dopo. E’ accaduto di notte in un paesino del Corleonese, in provincia di Palermo, lo scorso febbraio. Ora il giovane è stato arrestato per violenza sessuale e lesioni, mentre la ragazzina è stata ricoverata per alcuni giorni in ospedale. I carabinieri che hanno condotto le indagini, parlano una scena da incubo, di modalità particolarmente aggressive e degradanti.
La vittima, che durante la festa aveva incontrato il ragazzo, si era allontanata dal gruppo di amiche. Rimasta momentaneamente da sola, non è stata in grado di divincolarsi. Condotta in una strada buia e isolata, ha subito violenze – spiegano i militari – che le hanno provocato anche gravi lesioni fisiche e uno stato di shock. Gli accertamenti del Ris di Messina confermano la drammaticità di quanto accaduto.
Il resto è testimoniato dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza e dalle persone che hanno prestato il primi soccorsi alla ragazzina. Le indagini dei carabinieri sono coordinate dalla Procura dei minori di Palermo, guidata da Claudia Caramanna. Per ordine del Gip del Tribunale dei minorenni, il ragazzo è stato portato nell’istituto Malaspina del capoluogo siciliano, dove, dice il suo difensore, l’avvocato Antonio Di Lorenzo, è stato picchiato da due giovani.
“So – aggiunge – che la procuratrice e la pm sono intervenute subito chiedendo una relazione alla polizia penitenziaria per segnalare gli aggressori. Il ragazzo da tre giorni non mangia”. Il legale afferma che il suo assistito, nel corso dell’interrogatorio “ha ammesso alcune circostanze importanti, ma non di essere responsabile delle lesioni che la ragazza aveva al braccio. Per questo ho già chiesto la revoca della misura in carcere, non persistendo il pericolo di inquinamento delle prove né della reiterazione del reato”.
La psicologa Cristina Lanzarone, terapeuta sistemico-relazionale che si occupa dipendenze e disturbi della personalità, sottolinea che nel tempo dei social e dalla pornografia online, “la sessualità viene appresa in contesti dove non c’è educazione emotiva e affettiva. La frustrazione e il limite non sono riconosciuti. L’adolescenza è l’età dei comportamenti aggressivi e per questo la dimensione educativa da parte di famiglia, scuola, società va esercitata con cura. Spesso i giovani non sanno cosa sentono, non sanno declinare il caos emotivo. La genitorialità, purtroppo, è orientata all’ansia o al disimpegno, dunque alla mancanza di misura”

