SAN CATALDO. Non tutti, a San Cataldo, hanno avuto la possibilità di vedere e venerare l’insigne reliquia di Don Bosco che ha raggiunto la cittadina del centro della Sicilia in occasione del centenario della presenza salesiana. E allora … Don Bosco si è fatto, ancora una volta, “pellegrino di speranza” per consolare quanti vivono situazioni di disagio.
E così anche i cancelli della Casa di Reclusione di San Cataldo si sono aperti per accogliere Don Bosco che, da quel luogo, continua ancora oggi a ricordare a ciascuno di noi “se qualcuno si fosse preso cura di loro!”. Grazie all’interessamento dello storico cappellano, Padre Enrico Schirru, mercedario, e alla piena disponibilità della Direttrice, Dott.ssa Marilena Lo Faro e del Comandante, Dirigente di Polizia Penitenziaria Dott. Carlo Di Blasi, l’insigne reliquia del Santo è stata accolta con gioia dai detenuti alla quale hanno affidato sogni e desideri.
Anche le Cappelle e le corsie degli Ospedali “Maddalena Raimondi” di San Cataldo e “Sant’Elia” di Caltanissetta si sono riempite – al passaggio della reliquia – di volti rigati da lacrime e di cuori carichi di speranza chiedenti l’intercessione per il dono della guarigione e la piena disponibilità a fare la Sua volontà.
Un’esperienza che ha coinvolto anche medici, infermieri, volontari e personale tutto e che – come hanno affermato i rispettivi Cappellani, don Francesco Falletta e don Enzo Spoto – ha segnato i cuori di tanti e li ha aperti alla speranza.

