“Ieri l’altro Fratelli d’Italia, a Palermo, si e’ raccolto intorno all’evento ‘Parlate di mafia’. Un titolo lodevole sulla carta, perche’ cita le parole di Borsellino. Il problema e’ che non si puo’ parlare di mafia a vanvera, altrimenti le si fa un favore”.
Lo scrive su Facebook il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte. “La partenza e’ stata in salita, visto che le prolusioni introduttive sono state affidate al duo Schifani-Lagalla, che in Sicilia reggono maggioranze benedette da Cuffaro e Dell’Utri – aggiunge l’ex premier -. E cosi’ per cercare di distrarre il pubblico sono subito iniziati gli attacchi al nostro senatore Roberto Scarpinato, che per tutta la vita ha combattuto la mafia anche a fianco di Falcone e Borsellino. La ‘lectio magistralis’ e’ stata affidata al redivivo Donzelli, che ha infarcito il suo intervento di fake news contro il Movimento, sproloquiando sul regime del 41-bis, nonostante non si sia ancora dimesso dopo avere scambiato con il coinquilino Delmastro e divulgato, come fosse un ragazzino in gita scolastica, informazioni riservate sui detenuti sottoposti proprio a questo regime.
Poi e’ arrivato l’attacco del ministro Musumeci contro chi parla troppo di legalita’ e antimafia, il quale – in modo sconcertante – ha scambiato il diritto a un salario dignitoso per una forma di ‘assistenzialismo’.
A questo punto uno potrebbe pensare che, per un convegno durato una sola giornata, quanto a baggianate stiamo bene cosi’. E invece mancava la ciliegina sulla torta. A fine giornata e’ intervenuto il sottosegretario a Chigi, Alfredo Mantovano – che pure viene descritto come culturalmente attrezzato – il quale ha vergognosamente paragonato l’assistenzialismo delle mafie al reddito di cittadinanza. Ignora evidentemente le carte dell’inchiesta ‘Vento’ a Palermo, dove si legge che i boss mafiosi attaccano il Reddito di cittadinanza perche’ non gli permette di trovare ragazzi pronti a lavorare per la mafia. Nelle intercettazioni lo chiamano con rabbia ‘minchia di cittadinanza’, perche’ il Reddito ha messo in difficolta’ i clan e liberato tanti ragazzi dai lacci della criminalita’.
Capite perche’ nei giorni scorsi ho ragionato di una ‘subcultura tossica di governo'”.
Conte prosegue: “Borsellino invitava a parlare di mafia. Certo. Ma non a sproloquiare come ha fatto la presidente Meloni, quando a Catania, per raccattare qualche voto in piu’, ha paragonato le tasse al ‘pizzo di Stato’, oppure quando non ha escluso – in prima battuta, la correzione e’ arrivata dopo le polemiche – la cancellazione del concorso esterno in associazione mafiosa, precisando solo che non rientra tra le priorita’ di governo. Il tutto aggravato dal ministro di Giustizia, Nordio, che lavora sistematicamente per radere al suolo o quantomeno ridimensionare i piu’ validi strumenti di lotta alle mafie e alle zone grigie della connivenza e della corruzione (dal concorso esterno all’abuso di ufficio, dalle intercettazioni alla trasparenza negli appalti), anche a costo di contrastare le politiche europee (proposta di direttiva in materia di anticorruzione) e di violare la Convenzione delle Nazioni unite contro la corruzione (Uncac). Invito i Fratelli d’Italia a misurare meglio le parole e, soprattutto, ad essere conseguenti nei fatti, anziche’ acconsentire a un percorso di sistematico indebolimento di tutti i presidi anti-corruzione e anti-mafia. E soprattutto a chiarirsi al proprio interno visto che il principio di legalita’ e la lotta alla mafia che a parole dicono di voler perseguire, presuppongono il rispetto dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura, che va rispettata anche quando le notizie di reato riguardano esponenti di governo (Santanche’ e Delmastro), e non delegittimata con l’accusa – come ha fatto il Presidente Meloni – di avere ‘aperto la campagna elettorale per le Europee’. Ieri i giornali hanno pubblicato notizie inquietanti. Indagando sul ruolo dell’eversione nera nella strage di Capaci, la procura di Caltanissetta, dopo avere acquisito prove che confermano la presenza di Delle Chiaie a Palermo nel periodo della strage, si e’ imbattuta in alcuni personaggi di estrema destra (a partire da Adriano Tilgher fondatore, con Delle Chiaie, di Avanguardia nazionale) che nei mesi scorsi progettavano la costituzione di un Osservatorio per attivita’ di dossieraggio sui magistrati giudicati ‘nemici dei politici’. Questa allegra combriccola si prodigava per creare una struttura nazionale che mettesse sotto scacco i magistrati scomodi, confidando nell’appoggio di alti esponenti di governo. Il Gup di Caltanissetta ha precisato che allo stato non vi e’ prova di questi ultimi contatti e noi del Movimento – che consideriamo le garanzie costituzionali come autentici valori – ne prendiamo volentieri atto. Ma questo conferma ancor piu’ l’importanza di un impegno politico che non riservi ai potenti e ai politici spazi di impunita’, mentre al contrario permetta ai magistrati di procedere, con tutte le dovute garanzie, anche quando le notizie di reato riguardano politici”.

