“Uno studio inglese e uno spagnolo indicano che dopo AstraZeneca si può fare un vaccino a Rna messaggero, ottenendo un buon risultato dal punto di vista della risposta anticorpale. A livello di sicurezza non c’è problema. D’altra parte non ci sono ragioni teoriche per pensare che non si possano usare due vaccini diversi”.
Così Silvio Garattini del Mario Negri di Milano e decano dei farmacologi italiani in una intervista a Repubblica. Sul nuovo cambiamento su AstraZeneca “è stata fatta non poca confusione e infatti i cittadini hanno tanti dubbi, giustificati”è “mancato un sistema di comunicazione efficiente da parte del servizio sanitario nazionale. Il responsabile finale è il ministero alla Sanità. Ha il compito di prendere decisioni e spiegarle bene”. Secondo Garattini “a livello governativo doveva esserci una persona che, con l’aiuto di altre, rappresentasse ogni giorno il parere dell’autorità sanitaria. Illustrasse cosa succedeva e le decisioni che venivano prese.
Qui si danno annunci ma non si spiegano”. Dopo quello che è successo rispetteremo i tempi per l’immunità di gregge? “Siamo un po’ indietro. Oggi 14 milioni di persone hanno completato il ciclo vaccinale. Sono pochi. Altri Paesi sono più avanti di noi. E poi non che per l’immunità di gregge basti il 70% di copertura, che comunque significa 42 milioni di italiani. Ce ne mancano molti”.

