Il Consiglio dei ministri, nella tarda serata di ieri, ha impugnato la legge ‘Interventi urgenti per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026’ approvata dall’Assemblea regionale siciliana che stanziava 40,8 milioni di euro per i ristori alle imprese colpite dal ciclone Harry. Il ddl fu messo a punto dal governo regionale e approvato dall’Ars subito dopo la pausa natalizia. Il Cdm ha deciso di impugnare la legge “in quanto talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza – spiega la nota di palazzo Chigi -, violano l’articolo 117” della Costituzione. Le norme regionali sarebbero così in contrasto con la normativa statale in materia di “previdenza sociale” e “tutela della concorrenza”. La legge stanziò venti milioni per le attività commerciali danneggiate, cinque per il Fondo di solidarietà per la pesca e altri cinque per l’Agricoltura. Oltre dieci milioni di euro andarono ai balneari. Quest’ultima misura venne ideata per consentire a queste attività, tra le più colpite dal ciclone che si abbattè soprattutto sulla costa orientale della Sicilia, di non pagare i canoni demaniali marittimi 2026 previsti per finalità turistico-ricreativa, sportiva, nautica da diporto e cantieristica navale. (Dire)
di Redazione 3
Ven, 15/05/2026 - 08:42

