Uccise con 96 coltellate madre e fratellino 18 anni fa. La nuova vita di Erika De Nardo: si è sposata

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La donna, che ora ha 35 anni, ha svolto un percorso di riabilitazione presso la comunità Exodus: “Cerca di dimenticare i fantasmi del passato”. Anche Omar ha provato a rifarsi una vita con una compagna. I due uccisero la madre e il fratello di lei nel 2001

“A 35 anni Erika De Nardo si è sposata, cercando di dimenticare i fantasmi del passato”. Lo ha rivelato al settimanale Oggi don Antonio Mazzi, fondatore della Comunità Exodus che ha ospitato la giovane. Sono passati diciotto anni dal duplice omicidio di Novi Ligure, quando Erika e Omar uccisero a coltellate la madre e il fratellino di lei. Da tempo i due sono usciti dal carcere e hanno cercato di rifarsi una vita.

Erika De Nardo aveva 16 anni quando, il 21 febbraio 2001, a Novi Ligure, insieme all’allora fidanzatino Omar Favaro, anche lui sedicenne, uccise con 96 coltellate la madre Susi Cassini e il fratellino Gianluca, di undici anni.  Il 14 dicembre 2001 Erika De Nardo e Omar Favaro furono condannati in primo grado dal Tribunale per i Minorenni di Torino, coordinato dal magistrato Graziana Calcagno, rispettivamente a 16 e 14 anni di reclusione. In seguito, le condanne sono state confermate, prima dalla Corte d’Appello di Torino il 30 maggio 2002 e poi, in via definitiva, dalla Corte di cassazione il 9 aprile 2003. Per effetto dell’indulto e dello sconto di pena per buona condotta, per entrambi il periodo di detenzione si ridusse, fino al loro definitivo ritorno in libertà: per Omar da marzo del 2010, per Erika dal dicembre 2011.

Don Mazzi, alla vigilia dei suoi 90 anni, ha rilasciato una lunga intervista al settimanale, in cui afferma che “Erika ha una nuova vita, si è sposata. Ha maturato la giusta consapevolezza sulla tragedia, quella che permette di continuare a vivere. Il padre è stato molto importante in questo processo”.

Lui, dopo essersi trasferito con i genitori da Asti ad Acqui Terme, ha provato a rifarsi una vita in Toscana con una compagna. Per lei, già prima del “fine pena”, si erano aperte le porte della comunità Exodus di don Mazzi, dove è rimasta per alcuni mesi anche dopo. Nel periodo di detenzione Erika si è prima diplomata e poi laureata in filosofia con 110 e lode, mentre in comunità si è occupata di volontariato. In tutti questi anni il padre Francesco le è stato sempre vicino.

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